Lo storico edificio di via del Governo vecchio verrà ceduto in primavera Ma uno studio recente gli attribuiva un valore triplo Base d'asta 18 milioni. Si parte da qui, con l'obiettivo di arrivare a un prezzo congruo per un palazzo di 28 mila metri cubi nel centro di Roma, tra piazza Navona e piazza dell'Orologio, dall'inestimabile valore storico e simbolico. Il destino di Palazzo Nardini che, dal 1400 a oggi, è stato un po' di tutto (ospizio, convento, sede del Governatorato di Roma, pretura penale del Regno d'Italia, pretura civile della Repubblica e, infine, negli anni ' 70, sede della casa delle donne), pare ormai segnato. In primavera verrà battuta l'asta per trasformarlo, come si legge sul sito " Invest in Italy" ( la piattaforma- vetrina creata dal decreto " Sblocca- Italia" che pubblicizza gli immobili pubblici in vendita) « in struttura turistico- ricettiva o in abitazioni di pregio » . Tramontato ormai da tempo il progetto di farne una biblioteca nazionale di archeologia e storia dell'arte che avrebbe comportato il passaggio del palazzo Nardini dalla proprietà della Regione Lazio al Mibact. Troppo oneroso il restauro, secondo i tecnici del ministero, specie dopo anni e anni di abbandono e incuria. A poco sono serviti anche i 6 milioni di euro messi dalla Regione ai tempi della giunta Marrazzo, utili a mettere in sicurezza i tetti. Così, alla fine, il ministero dei beni culturali che avrebbe dovuto assorbire l'immobile in cambio di altri edifici più utili alla Regione Lazio, ha così concesso il nulla osta all'ente guidato da Nicola Zingaretti per inserirlo, invece, nell'elenco degli immobili da vendere. Alcuni anni fa, la stima delle agenzie immobiliari, valutava palazzo Nardini tra i 45 e i 60 milioni di euro. Per ora si parte da 18 milioni e bisognerà vedere se a farsi avanti saranno fondi stranieri o italiani che, in ogni caso, assicura il governatore Nicola Zingaretti, dovranno comunque salvaguardarne il vincolo d'interesse storico- artistico-culturale. Non tutti, però, sono d'accordo. Tra questi c'è Sinistra italiana e il suo responsabile Enti locali, Paolo Cento, che ieri ha lanciato un appello: « Quello spazio non può diventare un luogo di speculazioni immobiliari ma deve rimanere di proprietà pubblica e valorizzato come luogo di aggregazione e promozione culturale e sociale ». Ma ormai il destino di palazzo Nardini ( che nel 2014 venne anche simbolicamente occupato per denunciarne lo stato di abbandono trentennale) sembra ormai tracciato.