Boutique, galleria e osteria (firmata Bottura). Michele: Firenze potentissima, volevo sfatarne il mito Firenze. «Ci siamo trovati insieme, a Milano, intorno a un tavolo, Marco (Bizzarri, ad di Gucci, ndr ), Alessandro (Michele, direttore creativo di Gucci, ndr ) e io (Massimo Bottura, attualmente chef numero 1 del mondo e ex compagno di scuola di Bizzarri, ndr ) . E abbiamo cominciato a fare a gara a chi la sparava più grossa». Se di «metodo Bizzarri» si può parlare (il manager è stato invitato nelle università di management da Harvard alla Bocconi per spiegare come si moltiplicano fatturati esponenzialmente come fa lui, da Stella McCartney a Bottega Veneta a Gucci) è proprio l'ex compagno di banco ad aver trovato la formula più felice: fare le cose come gli altri non le fanno. Ieri, a Firenze, ecco l'ultimo esempio di una cosa unica, strana, fatta da Gucci: il museo Gucci di piazza della Signoria, accanto a Palazzo Vecchio, è diventato una sorta di ibrido tra una galleria d'arte e uno showroom. La libreria è diventata una boutique che sembra la casa la cabina armadio e la biblioteca di un dandy che vive accanto a Palazzo Vecchio in un edificio del 1377. Il bar è diventato un ristorante da 22 coperti dello chef Bottura, Gucci Osteria, già in odore di stella Michelin a giudicare dalla serenità con cui Bottura spiegava che «non si cucina per le stelle» e dalla bellezza del menu nel quale i piatti rappresentano persone e non idee astratte di cucina. È il mondo magico e vagamente inafferrabile di Gucci Garden, boutique di lusso diversa da tutte le altre perché è in un Palazzo diverso da tutti gli altri in una città «così potente, per Gucci e per tutto il mondo, che mi ha quasi invitato a cercare di sfatarne affettuosamente il mito. Nel museo che c'era prima si trovava il passato,la curatrice Maria Luisa Frisa mi ha aiutato a far trovare ai visitatori le cose del presente, che camminano nel mondo», spiegava Michele, riluttante rockstar della moda che anche ieri parlava a bassa voce, dietro gli occhiali scuri (è una di quelle persone che preferiscono ascoltare, dote preziosa, rara in generale e nella moda in particolare). La festa, ieri sera, ha proiettato sulla facciata del palazzo un occhio digitale, avatar e riferimento centrale nell'estetica di Michele. E impressionava come al di là della prevedibile curiosità per le installazioni ai piani superiori e il negozio a piano terra, tra fashion editor stranieri e buyer il successo più sorprendete sia stato quello della nutritissima cartoleria: carta da lettera, cartoline, bigliettini, sticker come quelli che si usavano da bambini con il bestiario di Michele. Tigri, api, leoni, gatti, serpenti, cigni: il mondo magico di Gucci che parla al nostro immaginario di bambini.