Un arresto e tre denunce. Deferito anche Don Claudio Brandi, parroco della Collegiata di San Lorenzo. I quadri avevano un valore di 90.000 euro. Arezzo, 10 gennaio 2018 - E' stata una operazione molto importante quella portata a termine dai Carabinieri della Compagnia di San Giovanni Valdarno, in particolare dai militari di Levane, che ha consentito di scoprire un traffico di opere d'arte in provincia di Arezzo. L'attività di indagine è iniziata nel secondo semestre del 2017 e ha portato ad un arresto e a tre denunce. Tra i denunciati Don Claudio Brandi, parroco della Collegiata di San Lorenzo di Montevarchi, che dovrà rispondere di ricettazione. L'operazione delle forze dell'ordine, per giunta, ha consentito di recuperare materiale di interesse artistico di ingente valore economico che altrimenti sarebbe andato irrimediabilmente perduto nel cosiddetto "mercato nero" delle opere d'arte rubate, particolarmente attivo anche nell'aretino. Tra i denunciati, anche un sacerdote, accusato di ricettazione. I militari levanesi hanno iniziato ad agire nel luglio dello scorso anno, a seguito di una denuncia contro ignoti presentata presso i Carabinieri di Città di Castello da parte di un noto avvocato del posto che aveva visto trafugati dal proprio studio tre quadri di ingente valore, tutti risalenti al 1600, più un quarto quadro, sempre del 1600, denunciato scomparso a seguito di appropriazione indebita. Le attenzioni dei Carabinieri si sono orientate inizialmente verso un noto antiquario di Montevarchi al quale l'avvocato umbro si era rivolto per la vendita del quarto quadro. In base alla ricostruzione delle forze dell'ordine, è emerso che lo stesso antiquario, oltre a trattenere indebitamente il quadro, aveva preso parte direttamente anche al furto presso lo studio del legale. I militari della Stazione, approfondendo gli accertamenti, hanno poi rintracciato ulteriori due correi dell'antiquario, scoprendo che il destinatario finale dei quadri di valore era il parroco della Collegiata di Montevarchi, la chiesa più importante della città, verso il quale erano stati ricettati tutti e quattro i quadri, del valore complessivo di circa 90.000 euro, pagati dal sacerdote, questo quanto ricostruito, solo poche migliaia di euro. La perquisizione presso l'abitazione del prete, a cui ha partecipato anche personale specializzato del Nucleo Tutela Patrimonio Artistico dell'Arma, ha consentito di rinvenire uno solo dei dipinti, quello dell'appropriazione indebita. Solo successivamente sono stati consegnati anche i tre quadri trafugati, dei quali era stata negato inizialmente il possesso. I militari levanesi, su disposizione dell'autorità giudiziaria perugina, hanno quindi eseguito nelle ultime ore tre misure cautelari, sottoponendo agli arresti domiciliari l'antiquario, attualmente domiciliato in Umbria, mentre per i due correi, indagati in stato di libertà anche per numerosi furti in esercizi commerciali, è stato disposto ed eseguito l'obbligo di dimora nel comune di Montevarchi, unitamente all'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Il prelato, invece, è stato deferito in stato di libertà alla Procura aretina per il reato di "ricettazione". I quattro quadri del '600, raffiguranti un ragazzo in abiti d'epoca e dei "parrucconi" , raffiguranti uomini di legge, uno di dimensioni 2.20 x 1.50 metri, gli altri di dimensioni leggermente più ridotte (m. 1.20 x 0.80 e 1.30 x 1.00), saranno presto restituiti al legittimo proprietario che ha espresso particolare soddisfazione per l'operato dei militari valdarnesi. Ma il lavoro delle forze dell'ordine non si è esaurito qui. In una seconda operazione di servizio i Carabinieri sono infatti riusciti a rintracciare tutti i libri trafugati in un furto messo a segno nel mese di febbraio 2017 in una villa di una signora montevarchina. Una iniziale perquisizione, compiuta dai militari nel mese di giugno 2017 a Casagiove, in provincia di Caserta, aveva portato al rinvenimento della maggior parte dei libri antichi, detenuti da un pregiudicato italiano che era stato denunciato per "ricettazione". L'esame dell'account "e- bay" del soggetto, ha permesso ai militari di risalire a moltissimi libri venduti in varie parti d'Italia, rintracciandoli quasi tutti presso gli ignari acquirenti che, opportunamente sentiti quali persone informate sui fatti, li hanno riconsegnati presso i vari Comandi Stazione dell'Arma sparsi sul territorio: nello specifico i libri sono stati rinvenuti ad Olbia, Fontanellato, Rieti, Bagnacavallo, Milano, Sacile, Roma, Castiadas, Valdobbiadene, Peschiera del Garda, Lecco, Casatenovo, Torre Pellice, Montignoso, Castellanza e Thiene. I numerosi manoscritti antichi, dal '500 in poi, di ingente valore, saranno a breve restituiti alla legittima proprietaria.