NAPOLI. Dove sono finiti i sindacati che con una lettera, due anni fa, attaccarono il direttore generale della Reggia di Caserta, Mauro Felicori, perché costringeva i dipendenti ad un surplus di lavoro? Ed ora che uno degli allestitori della festa nuziale del 5 gennaio scorso è salito a cavalcioni sul leone di marmo dello scalone reale per sistemare un bouquet di fiori puntualmente immortalato in una foto scattata probabilmente da qualcuno che conosce molto bene il Palazzo Reale casertano nessuno che urli allo scandalo? Uno dei sindacalisti più critici nei confronti di Felicori, ma pronto a trincerarsi dietro l'anonimato «perché lei non sa sussurra che qui c'è un clima di tensione tale che qualsiasi piccola infrazione viene sanzionata con pesanti punizioni, del tipo che ci viene impedito, per esempio, di rientrare nei turni festivi e domenicali», allarga le braccia e si sfoga: «Non so se qualcuno dei miei colleghi afferma sia stato assegnato a quell'area specifica durante la cerimonia. Una volta ricorda esisteva un disciplinare che prevedeva di impegnare un numero di addetti alla vigilanza per ogni spazio museale. Ora, invece, non sappiamo più nulla, poiché non c'è condivisione organizzativa e soprattutto apprendiamo degli eventi dal profilo Facebook del direttore». Felicori è appena arrivato nei suoi uffici. Si prepara alla diretta di stamane con la trasmissione Agorà di Raitre. «Lo ribadisco sbotta : ora occorrerà svolgere i dovuti accertamenti per capire di chi è la responsabilità della mancata vigilanza sullo scalone che ha consentito al fiorista di salire sul leone di marmo per accomodare i fiori. Di sicuro, chi era di turno ha avuto assegnata anche una postazione. E se non era sul posto, dovrà in qualche modo spiegare il perché». Un altro dipendente Mibact della Reggia, espressione di una diversa sigla sindacale, preferisce non fornire le sue generalità: «Preparo una causa per mobbing e demansionamento, non mi pare corretto sovrapporre la mia vicenda a quella del sindacato». Dunque, più che bocche cucite, sono i dati anagrafici a rimanere riservati, a dimostrazione del fatto che le relazioni sindacali sono ormai compromesse, ma soprattutto che i più ostili alla nuova gestione del complesso vanvitelliano preferiscono sussurrare più che denunciare. «Il personale è stato mortificato sostiene un altro dipendente poiché sono stati impegnati appena due addetti per turno in conto terzi, vale a dire retribuiti dalla società organizzatrice dell'evento, e se devono controllare la sala Romanelli, non possono di certo sorvegliare il vestibolo inferiore. Soltanto di sera, in occasione della festa nuziale, è stato previsto un numero congruo di personale al lavoro». Ma possibile che neppure la condizione ibrida di addetto alla vigilanza e dipendente pubblico retribuito dalla società organizzatrice dell'evento (benché previsto da un apposito regolamento ministeriale) susciti un minimo di imbarazzo? «Dovrebbe essere l'amministrazione pubblica risponde Felicori ad assicurare il servizio e a sostenere le spese per lo straordinario. Ma non riusciremmo mai ad offrire un compenso all'altezza di quello che può offrire una società privata». Italia Nostra, sezione "Antonella Franzese" di Caserta, attacca: «È inconcepibile quanto accade in un bene monumentale con un tariffario che rende la Reggia più conveniente anche dell'ultimo agriturismo della provincia commenta Giancarlo Pignataro . La questione però ancora una volta non è dei numeri ma della qualità del servizio educativo-culturale».