Entra nel vivo il bando Attract. «Segnale che qui si può investire» La Lombardia mette in vetrina i sui gioielli dimenticati: quasi tre milioni di metri quadrati di aree industriali dismesse, terreni e immobili molti dei quali di grande valenza storica e architettonica. La scorsa estate Regione Lombardia aveva presentato il bando Attract pensato proprio per attirare capitali, anche stranieri, e favorire la trasformazione in nuovi ambiti produttivi o residenziali di alcuni dei principali siti abbandonati del territorio. A distanza di sei mesi, l'operazione sta entrando nella fase operativa vera e propria grazie a due passaggi compiuti a cavallo fra 2017 e 2018. Primo: la firma coi Comuni coinvolti nell'iniziativa di un accordo mirato alla semplificazione degli iter di riqualificazione. Secondo: un incontro a Roma fra l'assessore regionale allo Sviluppo economico, Mauro Parolini, e il sottosegretario di Stato allo Sviluppo economico, Ivan Scalfarotto, grazie al quale il ministero dovrebbe impegnarsi per promuovere l'iniziativa sui mercati internazionali. «Il nostro obiettivo spiega l'assessore è fare in modo che il bando si tramuti in una vera opportunità di sviluppo economico ed occupazionale in tutta la Lombardia e in particolare per quelle aree che hanno subito maggiormente gli effetti della crisi. Vogliamo che diventi un chiaro segnale agli imprenditori per affermare che la Lombardia è il luogo ideale dove investire». I Comuni che hanno partecipato al bando sono 57 per un totale di 134 aree abbandonate, sia pubbliche che private. La Provincia con il numero più alto di siti è Mantova: 39 aree in totale per un ammontare complessivo di quasi mezzo milione di metri quadrati cha aspettano di essere riqualificati. La Provincia col numero più esiguo è invece quella di Lecco, che ne vanta solo uno nel Comune di Bellano, vale a dire l'antico cotonificio Cantoni realizzato nel 1.870, luogo fra l'altro sovente citato nei romanzi dello scrittore Andrea Vitali. Ma il vecchio cotonificio lariano non è l'unico sito di interesse storico-architettonico sul quale Regione Lombardia punta per suscitare l'attenzione degli investitori interessati a realizzare nuove comparti produttivi o nuove abitazioni all'interno di realtà che hanno fatto la storia del territorio. Il lungo elenco del bando comprende anche altri siti come l'ex convento benedettino di Goito, l'ex caserma Zanardi di Voghera, il vecchio magazzino del cotone di Rho o l'ex chiostro Maj di Clusone. Oppure, a San Pellegrino Terme il complesso monumentale Grand Hotel e l'ex albergo Vetta. «Aree abbandonate di grande valore spiega l'assessore , che meritano di essere recuperate nel pieno rispetto dei vincoli della Sovrintendenza e destinate ad altri usi e scopi. Il senso del bando è di favorire un cambiamento culturale e di creare un nuovo ecosistema amico dell'impresa, una rete di accoglienza dove la pubblica amministrazione non è vista come un ostacolo all'iniziativa imprenditoriale, ma come un fattore di efficienza in grado di facilitarla accompagnandola attraverso un cammino condiviso». Un passo iniziale è stato compiuto poco prima di Natale con la sigla fra la Regione e i Comuni coinvolti di un accordo mirato appunto alla semplificazione normativa delle procedure legate all'attuazione dei piani di riqualificazione. Il Pirellone ha anche stanziato poco meno di dieci milioni di euro per il finanziamento delle proposte e ha erogato alle amministrazioni i fondi concordati: massimo 100 mila euro per ogni progetto. La svolta, tuttavia, è arrivata pochi giorni fa con l'incontro a Roma fra Parolini e Scalfarotto durante il quale è stato presentato il progetto e il ministero si è detto interessato a sostenerlo. Regione Lombardia, assieme al sistema delle Camere di Commercio della Lombardia, aveva già messo in conto di impegnarsi in prima persona per sostenere la promozione dell'iniziativa sui mercati nazionali e internazionali al fine di attirare investitori. L'interesse del ministero per lo Sviluppo economico, che potrebbe persino trasformare il bando Attract in una sorta di modello di sviluppo nazionale, sarebbe in grado di assicurare quel salto di qualità necessario a uscire dalla fase burocratica ed entrare in quella operativa con i primi piani operativi delle riqualificazioni previste .