I numeri dei visitatori nei musei italiani comunicati dal Ministero dei Beni culturali dicono che quasi 800 mila persone hanno visitato il Cenacolo e la Pinacoteca di Brera. Un bel record. Eppure sono numerosi gli interventi critici contro le mostre e le folle nei musei da parte di chi preferirebbe la gente chiusa in casa davanti alla televisione. Si può anche guardare con diffidenza alle «masse» cresciute del 6,20 per cento alla Pinacoteca di Brera, ma il punto è questo: sembra stia finalmente avvenendo una saldatura fra il bisogno di bellezza dei cittadini e i luoghi pubblici che possono offrirla. Brera ha tenuto aperto i giovedì sera a due euro, organizza concerti anche per i bambini, mostre, balli, letture, e presto aprirà un bar. Il Cenacolo vinciano ha allungato gli orari e messo un controllo sul bagarinaggio online. In breve, entrambi i siti hanno ascoltato i bisogni di chi vuole entrare anche più volte l'anno, con gli amici, la nonna, gli studenti, gli immigrati, perché la bellezza è un'emozione che va condivisa ed è di tutti. Il Louvre, prototipo dei musei moderni, nacque con la rivoluzionaria apertura delle collezioni reali ai citoyennes . I luoghi d'arte muoiono se vengono pensati come piramidi che proteggono un prezioso corredo funerario. A Milano si è fatto proprio questo ottimo lavoro di accoglienza, ma non è tempo di fermarsi. Ci sono ancora dei nodi che riguardano, per esempio, la Brera del futuro. Bisogna scioglierli perché i numeri dei visitatori sono un messaggio rivoluzionario inviato dalla città.