Il contributo degli altri siti artistici regionali Non solo i Musei Reali. Né solo la Reggia di Venaria Reale e il Museo Egizio. Nella classifica dei musei statali più visitati nel 2017, la nostra regione si posiziona quarta dopo le tre che hanno siti universalmente noti come Pompei, il Colosseo e gli Uffizi, ovvero la Campania, il Lazio e la Toscana, e sopra la Lombardia anche grazie agli altri siti piemontesi e segna un significativo più quasi 6 per cento (5,95 per l'esattezza). I visitatori totali nell'anno che si è appena concluso sono stati 2.610.737. Erano invece 2.464.023 nel 2016. Dunque la crescita è stata di 146.714 unità. E se a questo dato si tolgono i 44.758 della Reggia di Venaria Reale, i 46.582 dei Musei Reali di Torino il museo Egizio invece ha perso pochissime unità ovvero 1630 visitatori ci si accorge che gli altri siti e musei regionali hanno contribuito con le loro 57.004 presenze. È ovvio che la parte del leone la fanno da sempre le realtà sopra citate, anche se quest'anno per i Musei Reali è stato davvero particolare, dato che ha realizzato un balzo in classifica generale di 4 posizioni, ma è tutto il territorio piemontese che ha portato acqua alla quarta posizione in classifica generale. I siti o musei statali sul territorio sono 13. A Torino, a parte appunto l'Egizio e i Musei Reali, c'è anche Villa della Regina e Palazzo Carignano. Poco lontano dalla città ci sono invece la Reggia di Venaria e il Castello di Racconigi, che proprio lo scorso dicembre ha festeggiato i trent'anni dalla riapertura e i cui visitatori peraltro sono passati negli ultimi due anni da 80.000 a 140.000 . Una metà da sempre frequentata dai piemontesi, specie nella bella stagione, sul filo dei ricordi gozzaniani, è la Reggia di Agliè che però ha visto aumentare notevolmente i suoi amatori anni fa, ovvero da quando è stata il set di «Elisa di Rivombrosa». Nell'astigiano è meta di gite e visite anche il Castello di Serralunga d'Alba: slanciato e maestoso, domina uno dei borghi più belli e intatti di Langa, circondato dalle colline dei grandi vini. Il castello peraltro è considerato uno degli esempi meglio conservati di maniero nobiliare trecentesco del Piemonte e rappresenta un unicum in Italia. Così come è altrettanto imponente il Forte di Gavi, una fortezza difensiva costruita dai genovesi sul corpo di un castello medievale, che nel corso dei secoli ha subito diverse modifiche e ampliamenti, e che è anche inserita nel circuito dei «Castelli Aperti» e tenuta viva anche grazie alla collaborazione con la Soprintendenza degli Amici del Forte. Ci sono poi ancora tre aree archeologiche nella nostra regione: due città romane, quella di Monteu da Po e quella di Libarna, che si trova a Serravalle Scrivia, oltre all'anfiteatro romano e l'area archeologica di Susa. Insomma il Piemonte non è molto diverso dal resto dell'Italia che ha un territorio che si può definire un vero patrimonio diffuso grazie ai suoi borghi, colline, chiese. E tutti insieme questi tesori contribuiscono a rendere l'Italia un posto davvero unico. Quelli piemontesi hanno appena contribuito a rendere la nostra Regione, tolte le tre difficilmente superabili, la prima del resto d'Italia.