PESARO Secondo Bruno Cagli per la musica è «un momento estremamente difficile» a causa dei tagli governativi, che colpiscono istituzioni grandi e piccole, si rischia «una spirale pericolosa» e per evitarlo «bisogna che le città che hanno attività musicali si stringano insieme». Il direttore artistico della Fondazione Rossini e sovrintendente di Santa Cecilia ha lanciato un grido d'allarme sulla situazione del teatro lirico in Italia e un appello, durante la conferenza stampa di presentazione delle attività della Fondazione, in concomitanza con il Rossini Opera Festival a Pesaro. Un appuntamento che cade circa un mese e mezzo dopo l'annuncio di ulteriori tagli ai sovrintendenti degli enti lirici. «Certo - ha ammesso Cagli -anche gli enti locali hanno una riduzione di trasferimenti da parte dello Stato, ma proprio per questo bisogna fare qualcosa, altrimenti si rischia di cadere in una spirale pericolosa». Nonostante i tagli, però, la Fondazione Rossini, un ente scientifico e di ricerca sul patrimonio del compositore pesarese - che caso forse unico in Italia agisce in simbiosi con un festival - continua a lavorare. Retta da un paio di anni dal commissario straordinario Paolo De Biagi, sforna con regolarità le edizioni critiche dei lavori di Rossini.
Enti locali, aiutate la lirica
PESARO Secondo Bruno Cagli per la musica è un momento estremamente difficile a causa dei tagli governativi, che colpiscono istituzioni grandi e piccole, si rischia una spirale pericolosa e per evitarlo bisogna che le città che hanno attività musicali si stringano insieme. Il direttore artistico della Fondazione Rossini e sovrintendente di Santa Cecilia ha lanciato un grido d'allarme sulla situazione del teatro lirico in Italia e un appello, durante la conferenza stampa di presentazione delle attività della Fondazione, in concomitanza con il Rossini Opera Festival a Pesaro. Un appuntamento che cade circa un mese e mezzo dopo l'annuncio di ulteriori tagli ai sovrintendenti degli enti lirici. Certo - ha ammesso Cagli -anche gli enti locali hanno una riduzione di trasferimenti da parte dello Stato, ma proprio per questo bisogna fare qualcosa, altrimenti si rischia di cadere in una spirale pericolosa. Nonostante i tagli, però, la Fondazione Rossini, un ente scientifico e di ricerca sul patrimonio del compositore pesarese - che caso forse unico in Italia agisce in simbiosi con un festival - continua a lavorare. Retta da un paio di anni dal commissario straordinario Paolo De Biagi, sforna con regolarità le edizioni critiche dei lavori di Rossini.
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