Il paese studiato dai sociologi: un'identità a misura d'uomo La trasmissione Alle falde del Kilimangiaro di Rai3 ha individuato Bevagna come «Borgo dei borghi 2018» per la regione Umbria. E il sociologo Giuseppe De Rita, che qui ha soggiornato diverse volte, ha coniato il termine bevagnizzazione . «Una condizione di vita a misura d'uomo semplice e genuina spiega il sindaco del paese, Annarita Falsacappa che segna un distacco dalla frenesia quotidiana e proietta tutti in un concetto di bello fatto di arte, cultura, storia e tradizioni». Il villaggio medievale (5.000 abitanti), Bandiera arancione Touring Club Italiano, si trova nella valle sotto il Monte Subasio, a 23 chilometri da Assisi e a 35 dal capoluogo perugino ed è bagnato da due fiumi affluenti del Tevere: il Clitunno e il Teverone (che poi diventa Timia). Di qui il nome «Bevania», terra di mezzo. Intorno ci sono quattro castelli (Castelbuono, Gaglioli, Limigiano, Torre del Colle) e la Via Flaminia, con molte tracce dell'epoca romana anche nella splendida piazza principale, dedicata a Filippo Silvestri (un entomologo nato qui). «Chi passeggia sulla scalinata del Teatro romano aggiunge la prima cittadina respira un'atmosfera antica di libertà, che rimanda a prima dell'Unità d'Italia». Un luogo ricco di storia, che nel 2016 ha registrato un calo dei turisti del 50 per cento per via dell'onda mediatica negativa del terremoto. Ma il sisma qui ha causato solo crepe marginali a due edifici, messi subito in sicurezza. Bevagna ha così necessità di ripartire. Rafforzando e valorizzando le proprie tradizioni. Dal suo evento più importante, che richiama un afflusso di visitatori crescenti, il Mercato delle Gaite (sta per quartieri , quattro: San Pietro, Santa Maria, San Giorgio, San Giovanni), che si tiene ogni anno per dieci giorni a giugno. Una rievocazione storica (1250- 1350) degli antichi mestieri medievali all'interno delle botteghe dei vicoli del centro storico. Come il mastro cartaio Francesco Proietti, che ricava ancora oggi la sua «carta bambagina» dalla polpa degli stracci di canapa, lino e cotone. E ci mostra le realizzazioni «che vendo soprattutto agli artisti», puntualizza. A pochi passi, in via della Rocca, la bottega dell'artigiana Rita Trabalza, è dedicata al ciclo di produzione della seta (dall'allevamento dei bachi sulle foglie di gelso alla lavorazione dei bozzoli), ed è aperta tutto l'anno per visite didattiche. Il Mercato delle Gaite nasce nel 1989 dalle ceneri della sagra della porchetta sulla base di uno studio di antichi testi di archivio. Da allora la cittadina agricola ha modificato il suo assetto in turistico. E oggi conta su 849 posti letto globali (dalla casa vacanze Il Clitunno all'Antico Borgo Carceri, all'Hotel Palazzo Brunamonti in centro, e il Turris Collis, ostello diffuso a Torre del Colle). Le sorprese non sono finite. Gli ambulacri di un anfiteatro romano del I secolo ospitano il ristorante Redibis, sito Patrimonio Unesco, unico in Italia nel genere, di circa 280 metri quadrati. A gestirlo ci pensa Hakam Buti, giordano di origine, ma «umbro convinto». Ristorazione alta, attenta alle intolleranze alimentari e ai prodotti locali anche in via di estinzione, come il pisello selvatico roveja. Il rilancio di Bevagna punta inoltre sui fondi europei per sviluppare una sentieristica che colleghi i quattro castelli all'altra forte attrazione, il Carapace, una avveniristica cantina-scultura, opera di Arnaldo Pomodoro, di proprietà delle Tenute Lunelli , e ad altri siti interessanti. Entro il 2020 sarà inoltre valorizzata la pista ciclabile che unisce Assisi a Spoleto tramite il borgo, e che non riporta ancora nella segnaletica il suo nome. Questo villaggio umbro merita di riconquistare i vecchi turisti e attrarne nuovi. Grazie a Diego Maria Tasselli, ad esempio, nel suo factory shop nel cuore del paese, è diventato un punto di riferimento della «cachemire experience» (visite guidate in laboratorio, da aprile a ottobre). Un esempio di turismo industriale significativo da parte dell'unica azienda di produzione della lana pregiata nel borgo, e fra le prime in Umbria dal 1970.