«Mai pensato di vendere soltanto vestiti» «Sto attraversando il dolore con l'amore. Quella spinta di energia verso la vita, il bello, il nuovo. Quell'attaccamento ai piccoli gesti quotidiani che mi ha trasmesso mia madre». A sette mesi dalla scomparsa di Laura Biagiotti, la figlia Lavinia, 39 anni, da venti a fianco della stilista che ha scritto insieme a Missoni, Krizia, Armani, la storia del made in Italy, affronta questa nuova sfida con grinta, coraggio e creatività. «Lavoro 12 ore al giorno, conosco il "tirarsi su le maniche" racconta tenendo stretta tra le mani l'agenda di Laura, che dal 26 maggio ha continuato a scrivere lei, ogni giorno, come faceva la mamma perché ogni giorno, mi diceva, si riparte da un foglio bianco». Così, tutte le mattine, al Castello Marco Simone, un edificio dell'XI secolo, headquarter dell'azienda alle porte di Roma, Laura e Lavinia si ritrovavano per prendere decisioni veloci alla guida di un'azienda (settanta collezioni l'anno tra abbigliamento e accessori) tutta al femminile, di cui Lavinia, adesso, ha assunto la carica di presidente e ceo, mentre nel board, come vicepresidente, è arrivato Michele Norsa, per anni ad di Ferragamo e del Gruppo Valentino. Ma Lavinia è anche consigliere della Camera nazionale della moda, vicepresidente dell'Auditorium di Roma, membro della Consulta Femminile del Pontificio Consiglio della Cultura del Vaticano e conta altri importanti incarichi. «Nel lavoro sento mamma sempre vicina, portare avanti la nostra visione del futuro è per me una straordinaria opportunità ma anche una grande responsabilità. Pochi giorni dopo la sua morte ho assunto tre sarte, mi ha aiutato a elaborare il lutto. E ne assumeremo altre: donne che lavorano per le donne. Non abbiamo mai pensato di vendere soltanto vestiti aggiunge nelle nostre creazioni c'è sempre un riferimento all'arte, alla letteratura, pensiamo che i vestiti siano dei compagni di viaggio, degli amici fidati. Quando mio padre è mancato, così all'improvviso, non potevo vedere lei senza di lui. Mi ero nutrita dell' amore, della stima reciproca che c'era tra loro. Ma quel mio primo viaggio, noi tre insieme, era finito. Così a 19 anni, anche se avevo tanti progetti per i miei studi, ho sentito che dovevo colmare quel vuoto accanto alla mamma. La seguivo nelle sfilate ed è cominciato il mio secondo viaggio: noi due insieme, nel lavoro e nella vita, un rapporto quasi simbiotico, di intensa complicità. Era un continuo "che ne pensi?", dalla scelta di un tessuto ai piani d'investimento. Negli ultimi tempi io più madre, lei più figlia. Ora comincia il mio terzo viaggio, da sola a portare avanti, non solo l'azienda, ma anche i valori che ho ereditato. Le parole amate da mamma erano: bellezza, felicità, così come impegno. Non sopportava il termine fashion victim , "la moda è gioia", ripeteva. E non gradiva il broncio delle modelle. Spesso entrava nel backstage delle sfilate con un cartello dov'era scritto "smile"!». Oggi Lavinia, circondata dall'amore dei suoi collaboratori che le hanno regalato anche un roseto, in omaggio ai fiori preferiti dalla mamma, sta percorrendo questo nuovo cammino con ottimismo e determinazione. Due nuovi profumi, «Roma Rosa» e «Roma Cedro» appena usciti, grande successo a ottobre con la sua prima sfilata senza Laura e a metà dicembre l'inaugurazione a Roma, in via Belsiana, di una boutique su tre piani dove segni, simboli e significati raccontano la storia del brand: la scala riproduce le scanalature di una colonna, il bianco Biagiotti cita i travertini romani, il rosso si ispira alle lacche cinesi mentre la stilista che per prima sfilò nella Cina comunista e poi in Russia, sorride elegante e sicura dai dipinti di René Gruau. «Ho immaginato quegli spazi per recuperare una diversa dimensione del tempo all'insegna dello slowfashion spiega Lavinia Biagiotti Cigna c'è un ampio atelier per le prove e una zona dedicata al restauro di capi di altre stagioni che si possono ancora valorizzare. Ogni domenica, organizzeremo corsi di lavoro a maglia gratuiti e i nostri buoni-omaggio saranno biglietti per musei e mostre d'arte».