Dal Colosseo al Pantheon, dai musei agli uffici, dal trasporto pubblico a negozi: tra Natale e l'Epifania troppe chiusure e riduzioni di servizi Nella Capitale del Paese che alcuni amano descrivere in ginocchio a causa di una crisi tutta dovuta alla cancelliera tedesca Angela Merkel e a nessuna disfunzione del sistema locale - non pesano assolutamente, per carità - due volte l'anno si celebra una ricorrenza: la fine del mondo. Si tratta di fini del mondo a salve, non sia mai si faccia qualcosa sul serio. A parte gli allagamenti da arca di Noé e i danni alle cose, però, gli effetti sono gli stessi. Prima in agosto, poi tra fine dicembre e inizio gennaio chiudono per un paio di settimane o più numerosi studi di professionisti, punti di vendita dei fornitori di vari materiali, uffici e negozi. La pulizia delle strade, laddove esiste, in determinati quartieri viene ridotta al minimo. È festa, no? Natale, Capodanno ed Epifania risultano un triangolo del sonno. Torpore, saracinesche abbassate, centralini sostituiti da voci registrate. Per chi subisce le conseguenze di un riposo altrui allergico a turni e programmazione, invece, fatica in abbondanza. Per numerosi cittadini che non partono da Roma a causa di mancanza di soldi, ragioni di salute o lavoro, oppure perché non ne hanno voglia, alcuni servizi diventano inaccessibili o accessibili soltanto al prezzo di lunghe attese. Tra Natale e Capodanno, aspettare un taxi alla stazione Termini ha comportato per tanti un dispendio di tempo superiore alla durata di un viaggio in treno ad alta velocità da Firenze a Roma. Come avviene da anni, Comune e sindacati hanno concordato una riduzione del numero di tassisti in servizio sotto le feste. Forse sarebbe stata più adatta a capitali con autobus e metropolitane all'altezza dei rispettivi bacini di utenza. I disagi di queste fini del mondo a salve non riguardano esclusivamente gli abitanti di Roma. Se il Palazzo delle Esposizioni e le Scuderie del Quirinale il primo gennaio sono stati visitabili dalle 16 alle 20, e il Maxxi dalle 11 alle 19, ha senso che il Colosseo sia rimasto chiuso? Sbarrato anche il Pantheon. È vero che il Colosseo chiude appena due giorni l'anno e che quello era un lunedì, per altre strutture riposo settimanale. In un periodo di notevole presenza di turisti, tuttavia, era opportuno nella prima giornata del 2018 impedire le visite ai musei comunali, salvo in via eccezionale i bellissimi Capitolini e l'area archeologica del Circo Massimo? Nessuna volontà di imporre rinunce assolute a meritate ferie, di ricorrere a stakanovismo sfrenato. Semplicemente, sarebbe il caso di convincersi che le crisi e le difficoltà economiche si superano se ci si impegna a superarle e se si cambia qualcosa in meccanismi datati. Il Bioparco è stato aperto tutti i giorni tranne a Natale. I suoi lavoratori, che hanno reso un servizio alla città, sono da temere come bestie feroci?