« Stiamo lavorando per trovare una soluzione. Io, l'assessora, la mia giunta e la Fondazione » . Parola della sindaca Chiara Appendino che ieri, prima di entrare al Teatro Regio per il brindisi di Natale con i dipendenti del Comune, ha incontrato un gruppo di lavoratori in sit- in di protesta. «Con questo non ci rassicura», le hanno risposto gli addetti che volantinavano. E lei: «Non posso rassicurarvi, ma vi dico che ci sto lavorando ». A cosa starebbe lavorando il Comune per risolvere la querelle licenziamenti della Fondazione Musei? Lo si scoprirà oggi quando i vertici della Fondazione Musei, il presidente Maurizio Cibrario e il segretario generale Cristian Valsecchi, saranno ascoltati in Commissione a Palazzo Civico. Ci sarà, oltre all'assessore, anche la sindaca Chiara Appendino. Questo è almeno l'impegno che ha preso davanti ai dipendenti. La procedura aperta non potrà essere né revocata né congelata perché altrimenti salterebbe la stessa Fondazione, come Cibrario ha più volte annunciato. Dei 28, due dovrebbero andare in pensione con il nuovo anno, altri 5 dovrebbero tornare in Comune. Ne rimangono 21 da sistemare. Ed è su questi che tra Comune e Fondazione si sta lavorando. L'ipotesi più accreditata è quella di una ricollocazione nelle partecipate e negli enti del gruppo Comune di Torino in attesa che, nel 2019, si riaprano le porte del Museo Regionale di Scienze Naturali. Insomma, una soluzione ponte, come auspicata anche dagli stessi sindacati. Oggi si vedrà se il Comune e la Fondazione sono riusciti a costruire il pacchetto. Altrimenti rimane la strada della procedura aperta e l'intervento della Regione, come assessorato al Lavoro, per trovare possibili ammortizzatori per permettere ai lavoratori che rimarranno fuori di arrivare fino al 2019. Lo spostamento in un'altra partecipata avrà dei costi. Insomma, in queste ore, appena è circolata l'ipotesi di una ricollocazione, molti si sono chiesti perché mai tagliare di 1 milione 300 mila euro se poi, almeno in parte, queste risorse dovranno essere utilizzate altrove per pagare gli stipendi di chi è in esubero dove si è deciso di sforbiciare. Oggi Appendino, Leon e i vertici di Torino Musei chiariranno tutti gli aspetti, compreso il fatto se ci sia una strada percorribile per evitare che si arrivi alle lettere di licenziamento e si concluda la proceduta aperta il 15 di dicembre dalla Fondazione guidata da Cibrario. La legge prevede 120 giorni. Il primo incontro è fissato per il 28 dicembre. Ieri in commissione sono stati ascoltati i lavoratori della Fondazione Musei. Nel dibattito i consiglieri, in particolare i pentastellati Massimo Giovara e Viviana Ferrero e il leghista Fabrizio Ricca, hanno posto l'accento sul compenso dei manager e dei dirigenti della Fondazione Musei. « Non è possibile tagliarlo per recuperare risorse?» E poi hanno insistito sul ruolo delle Fondazioni bancarie: « Non possono fare di più » . I consiglieri di minoranza Enzo Lavolta (Pd) e Francesco Tresso (Lista Civica per Torino) hanno insistito sul fatto che il Comune e Leon hanno dato un mandato alla Fondazione. E che Cibrario stava rispettando questo mandato. « L'assessore dice di ricostruire un sistema. Parole che richiamano interventi precedenti, dello scorso autunno. Mi sembra una farsa che arrivi dopo 14 mesi a riproporre gli stessi temi senza dirci cosa ha fatto nel frattempo». In commissione erano presenti gli studenti di Storia dell'Arte dell'Università. Un gruppo ha chiesto un incontro alla sindaca Appendino e ha ricevuto la risposta dell'assessora Leon che chiede un incontro a porte chiuse per discutere il futuro della biblioteca della Gam. « Siamo felici che l'assessore Leon ci voglia incontrare ma, per ragioni di trasparenza, chiediamo un incontro aperto al pubblico che includa tutte le parti coinvolte » , replicano gli studenti. d.lon.