Il sindaco: "Bentornato Gigante. Ventisei anni fa non si pensò alle cure che gli erano dovute. Ma da oggi si cambia" La voce allegra della fontana del Nettuno da ieri mattina risuona nuovamente in piazza Re Enzo. Liberato dai ponteggi, il dio del mare del Giambologna ha ripreso possesso del suo piccolo mondo di delfini, putti e sirene, tra l'acqua che nuovamente zampilla nella vasca di pietra e marmo, ora bianchissima. « Bentornato Gigante! » , lo ha salutato il sindaco Virginio Merola in una cerimonia che ha coinvolto la città. Una vera e propria festa della " bolognesità", tra il comico Giorgio Comaschi che ha tagliato il nastro, le note di " Caro amico ti scrivo" di Lucio Dalla che hanno fatto da colonna sonora e la distribuzione di crescentine e raviole offerte dall'Ascom. Ci sono voluti un anno e mezzo di lavori di restauro e circa un milione di euro (550mila dei quali arrivati da una sottoscrizione del Resto del Carlino) per rimettere in sesto i 53 metri quadrati delle superficie bronzee, la struttura disegnata da Tommaso Laureti e l'impianto idraulico. Un risultato straordinario raggiunto grazie a un lavoro di squadra, coordinato da un comitato scientifico che fu costituito per l'occasione nel 2015 da Comune, Università, Soprintendenza, Scuola superiore del restauro di Roma e Istituzione Bologna Musei: da allora attorno al Gigante hanno lavorato più di 150 persone, compresi 30 ricercatori provenienti da cinque dipartimenti dell'Università, 31 allievi della Scuola di restauro e otto studenti dell'Alma Mater. «Sul basamento della Fontana del Nettuno c'è una scritta: "Fori ornamento, populi commodo, aere publico" ha ricordato Merola - Significa che il monumento fu costruito con denaro pubblico e che era a disposizione del popolo il quale lo ha utilizzato come vasca per lavare i panni o le verdure. Evidentemente era nel destino del Gigante diventare fin da subito uno di famiglia » . E proprio perché è uno di famiglia, ora il Nettuno dovrà essere oggetto di attenzioni continue da parte dell'amministrazione, secondo un piano di conservazione programmata stilato dall'Istituto superiore per il Restauro che effettuerà i primi controlli già dalla prossima primavera. « Ventisei anni fa nessuno aveva pensato che occorresse una manutenzione - ammette il primo cittadino - Oggi l'abbiamo prevista, grazie a 110mila euro messi a disposizione da Unindustria » . Ora manca solo la nuova illuminazione, progettata da Mario Nanni, che sarà realizzata in tempi brevi.