Il ponte San Lorenzo giace abbandonato nel degrado da ormai più di quattro anni e per "salvarlo" si muovono anche archeologi, storici e saggisti di fama internazionale. Stimolati dall'ex direttore dei Musei Civici, Girolamo Zampieri, personalità del calibro di Salvatore Settis, Philippe Daverio e Franco Cardini, più un'altra quindicina di intellettuali, hanno firmato una petizione indirizzata al sindaco Sergio Giordani, affinché il ponte romano di piazza Antenore venga recuperato. «Non c'è alcuna vena polemica, ma il nostro vuole essere un incoraggiamento per l'amministrazione perché si faccia carico della riqualificazione dell'unico vero monumento dell'epoca romana rimasto a Padova», ha spiegato Zampieri. Io all'epoca avevo un progetto di musealizzare tutta l'area, compresa la tomba di Antenore, che prevedeva anche l'esposizione di imbarcazioni monossili e reperti afferenti all'antico corso del fiume Brenta. Finora non conosciamo i piani di questa giunta». Il tesoro d'arte romana è chiuso dal 2013 e oggi è anche invisibile agli ignari turisti. Parliamo di un gioiello in pieno centro che era stato affidato dall'assessore Andrea Colasio (durante la giunta Zanonato), alla gestione di Legambiente. Gli attivisti avevano costituito il gruppo "Salvalarte" che, oltre a prendersene cura, coordinavano anche le visite. Nel tempo però sono emersi problemi di sicurezza che hanno costretto gradualmente alla chiusura del sottopassaggio tra via San Francesco e piazza Antenore dov'era possibile vedere il vecchio ponte. L'idea dell'assessore all'edilizia monumentale dell'epoca, Luisa Boldrin, di ricoprire con una lastra di vetro la parte di viale dal quale si potevano osservare i resti, non ha avuto successo, tant'è che oggi è piena di condensa e sfregiata dai writers (all'epoca costò circa 20 mila euro).Da qui la raccolta firme, che oltre ai tre già citati ha ottenuto il via libera dagli storici dell'arte Francesco Caglioti, Tomaso Montanari e Giuliano Pisani, e poi ancora Chiara Frugoni, Donato Cioli, Irene Favaretto, Giovanni Gorini, Andrea Saccocci, Jacopo Boneto, Giovanni Leonardi, Guido Rosada, Paolo Liverani, Giovanni Baldissin Molli, Francesco Cozza, Iles Braghetto, Sergio Costa e l'ex sindaco e attuale vicepresidente dell'Opv Paolo Giaretta. «Sono tutte persone che stimo e assicuro che è una priorità mia e di questa amministrazione riqualificare il ponte e inserirlo nel ciclo della "Grande Patavium romana"», ha assicurato l'assessore alla cultura, Andrea Colasio. «Sarà inserito nel bilancio del 2018 ed entro il primo semestre partirà un grande progetto di recupero».