Da Giovanni Martino Spanzotti a Macrino d'Alba, da Gandolfino da Roreto a Defendente e Gaudenzio Ferrari, quest'ultimo definito il Raffaello del Nord. Si intitola "Un'altra armonia" il nuovo percorso attraverso i maestri del Rinascimento in Piemonte, che si è inaugurato ieri e apre oggi al pubblico al piano terreno della Galleria Sabauda. E si respira davvero un'atmosfera diversa rispetto al precedente allestimento in ordine cronologico delle opere della pinacoteca, che non rendeva giustizia della complessità del collezionismo in un periodo cruciale per lo sviluppo dell'arte nella nostra regione. Il nuovo allestimento permanente, rigoroso e coinvolgente, che accompagna la visione di dipinti bellissimi all'ascolto di musiche del tempo, con vetrine a tema in cui sono presenti pezzi delle collezioni dei Musei Reali, dal disegno con la Madonna e il Bambino di Bernardino Lanino dalla Biblioteca Reale alle medaglie di Carlo II dall'Armeria, che rimandano al rapporto tra artista e committente e schermi multimediali, arriva a due anni dall'avvio del processo di autonomizzazione dei Musei Reali voluto dal Mibact e dall'insediamento della direttrice Enrica Pagella. Che festeggia la scadenza di metà mandato con un aumento del 20,5 per cento di visitatori rispetto all'anno scorso. «I Musei Reali hanno superato la prima fase dice Pagella Sono state riaperte porte, riallacciati rapporti, è stato dato un nuovo nome e un'identità visiva unica. C'è ancora molto da fare, ma stiamo lavorando a rendere i nostri musei più accessibili, innovativi e inclusivi, perché credo che possiamo giocare alla pari con le grandi istituzioni museali internazionali». Ed è davvero all'altezza di prestigiose raccolte europee quella presentata nel nuovo percorso, con cinquanta opere esposte in 280 metri quadrati, divise in nove sezioni. Si parte dall'"Eleganza gotica", con i dipinti tra gli altri di Barnaba da Modena e Antoine de Lohny, si passa agli "Altari del Piemonte", con i polittici a più scomparti comuni fino alla fine del Cinquecento. Altri spazi sono dedicati a Giovanni Martino Spanzotti, casalese d'origine, cui si deve tra l'altro la monumentale parete affrescata di San Bernardino a Ivrea, e all'allievo e collaboratore Defendente Ferrari, attratto dalla pittura nordica. Se Defendente guarda oltre le Alpi, in risposta alla diffusione delle novità che arrivano da Roma, Macrino d'Alba conosce bene gli artisti umbri come Pinturicchio e Perugino. Tra gli "Eccentrici" troviamo Pietro Giammorseo, autore di opere singolari in cui esperienze fiamminghe sono fuse con motivi propri della cultura figurativa piemontese, con suggestioni derivate da Leonardo da Vinci. Un capitolo a parte merita Gaudenzio Ferrari, pittore, scultore e musicista, l'artista più importante del Rinascimento tra Piemonte e Lombardia, paragonato addirittura a Raffaello, che passa il testimone agli allievi Lanino e Giovenone. Una sezione è dedicata all'organizzazione della bottega, senza la quale l'artista medievale e rinascimentale non poteva ideare né produrre. Il percorso si conclude con il Manierismo, fase in cui i modelli di Raffaello e Leonardo diventano un riferimento d'obbligo. «Con questo allestimento abbiamo voluto coinvolgere il visitatore, fare vedere anche opere che non erano previste nel precedente, che seguiva criteri solo cronologici, mettendo in risalto il loro rapporto con la terra d'origine dice la responsabile della Galleria Sabauda Anna Maria Bava Pochi musei al mondo hanno una collezione così ricca legata al proprio territorio, in questo caso così importante. Perché il Piemonte era allora, tra Quattro e Cinquecento, crocevia di artisti che guardavano a culture diverse, dal nord Europa alla pianura padana fino al centro Italia».