Il direttore Bartoletti replica all'assessora Leon: "Noi al massimo possiamo gestire una parte dei volumi per un periodo limitato" «Abbiamo fatto varie riunioni per vagliare la possibilità di trasferire i 140mila volumi della Biblioteca della Gam e degli altri musei civici nei nostri spazi. Ma ho ritenuto alla fine che questi non sono sufficienti per ospitare una raccolta così ampia » . Il direttore della Biblioteca Nazionale Guglielmo Bartoletti si dice sorpreso che si continui a parlare di un trasloco che lui, il padrone di casa, non ritiene possibile. E per il quale ci vorrebbe il benestare del ministro Franceschini, a cui è chiamato a rispondere, in quanto la Nazionale è un istituto del Mibact. «Mi stupisco che l'assessore alla cultura del Comune Francesca Leon abbia fatto una dichiarazione in merito al trasferimento dei volumi in piazza Carlo Alberto, non condivisa dal diretto interessato e dai suoi collaboratori» dice Bartoletti, riferendosi all'intervista uscita ieri su Repubblica. Racconta che tra i vari incontri ce ne fu uno lo scorso maggio in Comune, alla presenza dello stesso assessore, in cui fu formulata l'ipotesi di creare un polo unificato delle biblioteche di storia dell'arte. «I responsabili delle raccolte civiche e universitarie non si erano dichiarati disponibili, io avevo accettato invece di fare verifiche e confronti per valutare la fattibilità di un trasferimento da noi, salvo poi rinunciare perché questo risultava troppo oneroso. Sarebbe inoltre andato a scapito del nostro lavoro principale di aggiornamento e incremento delle edizioni piemontesi » . Bartoletti ha fatto allora la controproposta di gestire per tre o quattro anni, fino all'approdo a una sede definitiva, forse Palazzo Nuovo (la cui biblioteca delle discipline artistiche, ora in ristrutturazione, conta 150mila libri) i 20- 30mila volumi più richiesti tra quelli ora in via Magenta e di fare arrivare di volta in volta altri su domanda, attraverso un sistema di navette: ma non ha più avuto risposta. Mentre appare eloquente il silenzio di Riccardo Passoni, vicedirettore della Gam e responsabile dei sevizi bibliotecari in via Magenta, la direttrice dei Musei Reali Enrica Pagella commenta: « I grandi musei vivono accanto alle loro biblioteche, che accompagnano i progetti di ricerca e sono uno strumento di lavoro quotidiano. Quella dei musei civici alla Gam poi è una delle più importanti d'Italia nel settore artistico. Detto questo, sarebbe una bella cosa mettere a sistema tutte le raccolte d'arte della città, anche perché c'è un tema di sostenibilità che non può più essere eluso. Ma ci vogliono un piano, spazi adeguati, protocolli tra le varie istituzioni e risorse necessarie per un progetto biblioeconomico e per il suo sviluppo». Si attende ora a inizio settimana l'incontro con i sindacati, per valutare le ricadute sull'occupazione di una situazione finora non definita.