Musumeci chiederà una proroga alle discariche ma Palazzo Chigi punta sull'impianto a San Filippo del Mela Il governo nazionale è pronto a dare il via libera alla costruzione di un termovalorizzatore in Sicilia, bypassando la Regione che al momento ha in vigore un vecchio piano rifiuti varato dal governo Lombardo che non prevede questo tipo di impianti. Il ministero dell'Ambiente la scorsa settimana ha dato parere favorevole al progetto del colosso delle municipalizzate della Lombardia, l'A2a, che vuole riconvertire la centrale elettrica di San Filippo del Mela. Adesso per l'ok definitivo e la firma da parte del ministro Gianluca Galletti della Valutazione d'impatto ambientale manca solo un parere della soprintendenza di Messina. Parere che tre giorni fa è stato sollecitato dal ministero dei Beni culturali. A dimostrazione che da Roma questa volta fanno sul serio. Proprio mentre la Sicilia è alle prese con l'ennesima emergenza rifiuti, Palazzo Chigi accelera sul progetto di un termovalorizzatore che da solo incenerirà 200 mila tonnellate di rifiuti all'anno. Ma se il piano rifiuti in vigore non prevede questi impianti, come si potrà autorizzare la costruzione del termovalorizzatore di San Filippo del Mela? La risposta si chiama " decreto Renzi" del 2015. Con quel decreto il governo, per motivi di interesse nazionale, fissava a 700 mila tonnellate la quota di rifiuti che la Sicilia deve valorizzare energeticamente con almeno due inceneritori. E con questo decreto, considerando che la centrale da riconvertire si trova in una zona industriale di competenza ministeriale, Roma può tranquillamente dare il via libera. L'A2a, partecipata dai Comuni di Milano e Brescia, è un colosso che fattura 4,8 miliardi di euro all'anno ed è pronta ad investire 180 milioni di euro per realizzare il primo modulo di un termovalorizzatore nella ex centrale elettrica, più un secondo modulo, da realizzare in un futuro prossimo, per altre 200 mila tonnellate. Per il primo modulo i tempi di realizzazione stimati dalla A2a variano dai 12 ai 15 mesi. Tempi brevi, insomma. Per l'ok definito manca solo il parere della sovrintendenza di Messina. E in caso di parere negativo, l'iter non si bloccherà: la decisione finale sarà presa direttamente dal Consiglio dei ministri, e il parere favorevole del ministero dell'Ambiente arrivato nei giorni scorsi avrà un peso maggiore. Insomma, Palazzo Chigi vuole avviare l'iter per costruire questo impianto nel Sud Italia, considerando anche che la Sicilia è in perenne emergenza. Oggi il governatore Nello Musumeci ha in programma un incontro con il ministro dell'Ambiente Galletti per chiedere ulteriori giorni di deroga al trattamento dei rifiuti da mettere in discarica: senza questa deroga le discariche di fatto chiudono. La vecchia ordinanza commissariale scadeva lo scorso primo dicembre, e per evitare una emergenza sanitaria il ministro ha concesso una proroga, ma solo per 15 giorni. Oggi Musumeci, insieme all'assessore all'Energia Vincenzo Figuccia, dovrà convincere il ministero a dare ulteriori giorni di deroga: ma il ministro ha già scritto a Musumeci chiedendogli di presentarsi con un piano concreto non solo per superare l'emergenza delle discariche, che tra dieci mesi saranno tutte al collasso (Bellolampo sarà piena già a gennaio), ma anche su come intende mettere a regime il sistema. Nel breve periodo Roma chiede di inviare i rifiuti all'estero e di riconvertire alcune cementerie (come quella della Italcementi a Isola delle femmine). Inoltre chiede di pubblicare i bandi per l'avvio dell'impiantistica che dovrà sostituire le discariche. Musumeci e Figuccia oggi chiederanno un aiuto per inviare i rifiuti anche fuori Regione in una fase transitoria e comunque, cosa fondamentale, una proroga di almeno sei mesi dell'ordinanza commissariale che consente di trattare i rifiuti in deroga alle norme ambientali. Basterà la disponibilità a inviare fuori Regione i rifiuti e a fare un piano sull'impiantistica (l'ennesimo) a convincere il ministero a concedere questa proroga? Di certo c'è che nel frattempo il governo è pronto ad autorizzare un termovalizzatore in Sicilia.