La Regione Siciliana non li ha assunti diciassette anni fa, quando per avere dei restauratori da far lavorare per la cura dell'immenso patrimonio archeologico e culturale aveva bandito un costoso concorso. Lo farà adesso, diciassette anni dopo, quando ormai nell'organigramma nemmeno esiste più la qualifica di restauratore. E non solo in organico inserirà persone vicine alle pensione, ma per giunta dovrà pagare un bel risarcimento versando gli stipendi arretrati. Una storia paradossale di mala burocrazia, carte bollate e processi che costerà alle già disastrate casse della Regione autonoma una spesa inutile di almeno quattro milioni di euro solo per i risarcimenti. Questa vicenda inizia nel marzo del 2000, quando l'allora governo del diessino Angelo Capodicasa bandisce una serie di concorsi per i beni culturali, il tutto alla vigilia delle elezioni per il rinnovo dell'Assemblea regionale. Nella terra che vanta il record di disoccupazione dal Dopoguerra a oggi, partecipano alle selezioni quasi in 100mila. Tra i concorsi banditi c'era anche quello per 97 posti di "tecnico del restauro". Nel 2001 nasce il primo governo Cuffaro e i concorsi vengono però messi da parte. Ma tra ricorsi e contro ricorsi dei vincitori della selezione per i restauratori, alla fine la Regione nel 2011, undici anni dopo, è costretta dai giudici a pubblicare una graduatoria definitiva. Le assunzioni però non scattano. Due vincitori iniziano una seconda battaglia legale per essere chiamati in servizio e a loro si aggiungono altri quarantasei. Dopo sentenze e appelli, alla fine la Regione è stata costretta adesso a chiamare al lavoro i primi restauratori, che nel frattempo avevano intrapreso anche altre strade lavorative. Gloria Bonanno, ad esempio, è diventata dipendente dell'esercito con la qualifica di esperto conservatore, ha lavorato in Svizzera e per la Regione Friuli Venezia Giulia, ha progettato il restauro del materiale librario della biblioteca di palazzo Arsenale a Torino. «Ma dopo anni di battaglie finalmente sono stata assunta in Regione», dice. A lei il giudice ha riconosciuto arretrati dal 2010 a oggi per circa 160mila euro lordi. La prossima settimana si attende l'appello degli altri 46 vincitori del concorso e l'esito sembra scontato. Anche per loro arriverà l'assunzione e il risarcimento per gli anni arretrati. Ma dove saranno inquadrati adesso? In Regione non c'è più la qualifica di restauratore. Così dovrebbero andare ad un ente collegato, il Centro per il restauro, che in cassa però non ha un euro per fare alcun progetto in materia. Un altro paradosso nella Regione autonoma di Sicilia.