Una cava e una fossa, ma senza alcun valore archeologico. Falso allarme per il cantiere del Pirp di San Marcello, bloccato qualche giorno fa a causa del ritrovamento di un ipogeo. Le verifiche della Soprintendenza hanno però permesso di fare ripartire i lavori del Programma integrato di riqualificazione delle periferie vicino al Campus. Gli archeologi incaricati hanno infatti identificato e delimitato una cava di calcarenite a cielo aperto profonda due metri, datata ai primi decenni del XX secolo e interrata negli anni Sessanta, sulla quale poi sono sorti altri servizi, come il campo sportivo e manufatti prefabbricati a uso scolastico. Un'altra cavità artificiale a pianta quadrangolare, definita ipogeo, si apre invece lungo una delle sezioni della cava, vicino a una fossa rettangolare. Le indagini archeologiche stratigrafiche hanno però consentito di mettere la struttura in relazione con le fasi d'uso della cava stessa raccontano gli esperti dato che le pareti interne lasciano intendere che l'ambiente veniva utilizzato come vano di servizio della cava, adibito a ricovero degli attrezzi. Il sito non può essere dunque definito di interesse archeologico, ma la Soprintendenza ha comunque prescritto all'impresa esecutrice dei lavori l'assistenza archeologica continuativa a cura dei professionisti già incaricati. s.dip.
San Marcello falso allarme Gli archeologi "Non è ipogeo"
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