NOTO - Querelle trivellazioni sempre in primo piano dopo la bocciatura da parte dell'Ars dell'emendamento che avrebbe vietato le ricerche di idrocarburi nei territori iscritti nella World Heritage List dell'Unesco. «Sulle trivellazioni Granata faccia autocritica - punta il dito il deputato regionale diessino, on. Roberto De Benedictis - stiamo ascoltando infatti il solito fiume di parole retoriche, di chi sale in cattedra, da lezione a tutti e non fa mai autocritica: francamente sembra prigioniero di se stesso!». Ed aggiunge: «Piuttosto che immaginare trame occulte e lobbies petrolifere, farebbe bene a chiedersi quanto nel voto contrario dei sui colleghi di maggioranza ci sia di ostile all'ambiente e non invece di ostile al suo esibizionismo e alla sua saccenteria da primo della classe. Glielo dico amichevolmente e nell'interesse della battaglia comune. Per il resto - conclude De Benedictis - si informi meglio sul conto dei Ds, che certamente hanno sostenuto il suo emendamento, da me stesso firmato, molto di più di quanto non abbiano fatto i suoi amici del centrodestra e confermo quanto Granata, anche da avvocato, sa benissimo: le delibere di giunta non possono fermare la Panther Oil. Può farlo Cuffaro con un suo decreto, se davvero crede a quello che dice». «In merito alla recente votazione al-l'Ars della legge sul turismo - comunica il deputato regionale Giancarlo Confalo-ne di Forza Italia - sottolineo che nella fase relativa alla votazione sull'emendamento teso a bloccare le autorizzazioni alla ricerca del metano in Sicilia, quindi, anche in alcune località della provincia di Siracusa, sono stato tra coloro che hanno votato contro la sospensione del provvedimento. Ho inteso contribuire pertanto affinchè si dia certezza a coloro che mirano agli investimenti nella nostra terra, ed in ogni caso credo si renda necessario un confronto serio e articolato con Parlamento e governo sullo sviluppo che si intende realizzare in Sicilia, e se questo modello non prevede le cosiddette ricerche minerarie bisognerà intervenire sulle attuali leggi in modo che nessun funzionario abbia in mano strumenti in grado di dare corso a questo tipo di ricerca». «La recente bocciatura da parte dell'Ars dell'emendamento che avrebbe dovuto bloccare le trivellazioni - interviene il capogruppo diessino al consiglio provinciale, Giuseppina Ignaccolo - ha lasciato tutti sbigottiti e indignati. Personalmente non sono stata affatto sorpresa perché sin da quando, nell'aprile 2004, denunciai assieme ad altri enti ed associazioni ambientaliste, il permesso di prospczione, di ricerca e di coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi nella nostra isola concesso nel 2004 dall'assessore Marina Noè, alla data di oggi le mie preoccupazioni evidenziano due cose sostanziali: da una parte l'incapacità di gran parte della deputazione regionale a saper rappresentare e a tutelare gli interessi generali della collettività siciliana, e dall'altra la mancanza di rispetto della volontà delle istituzioni che governano i vari territori interessati». La consigliera Ignaccolo chiede che «alla luce dei fatti il governo Cuffaro si dimetta subito».