Alla nuova Bottega profumi, piatti e gioielli creati per il museo. Bradburne polemizza su Palazzo Citterio: " A rischio l'inaugurazione nel 2018" Guarda ai grandi musei internazionali, con una grafica completamente nuova, luci di design e scritte alle pareti, ma resta strettamente legato alla storia locale di un palazzo che alla fine del Settecento l'imperatrice Maria Teresa d'Austria decise di trasformare in uno dei principali poli culturali della città. Offre un omaggio esplicito ai personaggi illustri dell'Accademia e della Pinacoteca ritratti sui muri con gigantografie in bianco e nero ma dà anche un appoggio ai giovani che ancora oggi in queste stanze trovano la formazione. Un negozio destinato a libri e prodotti di cartoleria, come vuole la tradizione, cui è stata affiancata una collezione di pezzi unici creati appositamente per Brera. Si chiama Bottega Brera il nuovo bookshop della Pinacoteca che il direttore James Bradburne ha deciso non solo di rinnovare da capo a piedi, ma soprattutto di spostare al piano terra in due piccole stanze che si affacciano sul cortile d'onore del palazzo (86 metri quadrati), separandolo di fatto dal museo di cui è sempre stato l'ingresso (al primo piano) ma conquistando un avamposto in una corte finora interamente destinata alla didattica. «Il bookshop è la prima delle diciassette porte che danno sul cortile che apre al pubblico racconta il direttore Vogliamo che diventi il manifesto ideologico dell'attività culturale svolta nel palazzo, non solo della Pinacoteca ma di tutte le anime che compongono il sistema Brera. Un luogo aperto alla città, non più dedicato solamente ai visitatori del museo ma punto di riferimento dell'intero quartiere». Dopo il riallestimento delle sale della Pinacoteca a gennaio sarà la volta delle Napoleoniche, ad aprile delle ultime due rimanenti Bottega Brera è un altro passo avanti verso il rinnovo e la valorizzazione degli spazi museali, in attesa dell'apertura del caffè Fernanda (7 giugno 2018) negli spazi fino ad ora occupati dal bookshop. Con un ennesimo arresto invece nella tabella di marcia verso la Grande Brera: i ritardi nella consegna di Palazzo Citterio, che ospiterà le opere del Novecento fra cui l'Allegoria del lavoro di Carlo Carrà appena acquistata dal ministero dei Beni Culturali, mettono seriamente a rischio l'inaugurazione nel 2018. «I lavori di restauro dovevano terminare nel febbraio del 2017 spiega Bradburne Abbiamo ricevuto una lettera dalla sovrintendenza che parla del 31 dicembre 2017. Per l'allestimento delle sale c'è bisogno di un anno, quindi è difficile che entro il 2018 saremo in grado di aprire l'intero percorso". Impossibile fare previsioni sulla nuova Brera Modern fino a quando i lavori di Citterio non saranno conclusi, è certo però che Bradburne non vuole perdere l'appuntamento con il palinsesto di eventi dedicato al Novecento italiano che Palazzo Marino sta organizzando per il 2018. "Sarebbe da pazzi non esserci dice Vorrà dire che faremo solo piccoli eventi, magari una mostra temporanea in alcune sale, ma daremo la possibilità di entrare». Ieri la festa è stata per il nuovo bookshop, sempre gestito da Skira, che punterà su una collezione di oggetti unici da acquistare solo qui. Si parte con il profumo "Rosa di Brera", realizzato da Culti sulla base del fiore coltivato all'Orto Botanico (ibridazione voluta dal direttore), un piatto in edizione limitata di Fornasetti, allievo dell'Accademia negli anni '30 da cui fu cacciato per insubordinazione, alcuni libri di Bruno Munari in copia anastatica, il foulard disegnato da Trussardi per le divise dei custodi del museo e la borsa con l'immagine del famoso Bacio di Hayez. Ma la Bottega sarà anche la vetrina dei lavori degli studenti dell'Accademia che per l'apertura hanno disegnato alcuni gioielli e due abiti. «È un progetto innovativo commenta Massimo Vitta Zelman, presidente di Skira uno shop cult per regali intelligenti, che vogliamo aprire a tutta la città non solo a chi visita la Pinacoteca».