Rimossa l'impalcatura che per nove mesi ha ingabbiato la facciata L'architetto: "È rinato e ora ha una nuova luce" Un restauro pietra su pietra, con la massima attenzione a recuperare l'apparato decorativo della facciata. L'équipe di progettazione l'aveva garantito alla Sovrintendenza. «Sarà un'operazione conservativa, per riportare all'antico splendore lo storico edificio simbolo di via Sparano», aveva assicurato l'architetto Davide Cusatelli lo scorso febbraio, alla vigilia dell'avvio del cantiere. Da ieri i baresi possono tornare ad ammirare palazzo Mincuzzi in tutto il suo splendore. L'impalcatura che per nove mesi ha ingabbiato la facciata è stata finalmente rimossa, in anticipo sul cronoprogramma. « È rinato, ha una nuova luce » , il commento dei passanti quando ai volti degli operai si sono sostituite le maschere Liberty. E la sede del megastore Benetton non è l'unico palazzo restituito alla fruizione dei baresi. Perché se per godere di uno spettacolo al teatro Piccinni ci vorrà ancora un anno, fanno il pieno di visitatori le aperture straordinarie di palazzo San Michele a Bari vecchia, nuova sede della fondazione Petruzzelli. L'ultimo importante intervento su palazzo Mincuzzi era stato completato a inizi anni Duemila. «Il prospetto resterà ovviamente identico aveva raccontato a Repubblica Cusatelli - e presteremo particolare attenzione a recuperare l'apparato decorativo in litocemento, il cemento che simula la pietra, grazie al lavoro di un restauratore che seguirà l'équipe di progettazione». Non solo un'operazione di facciata, però. Il cantiere è servito a ristrutturare il terrazzo e a rifunzionalizzare l'impiantistica. Già a fine settembre il mega store Benetton ha ripreso a pieno regime la sua attività, dopo la chiusura degli interventi all'interno. Al piano interrato è stata recuperata infatti l'antica pavimentazione in cementine decorate, mentre sulle pareti al piano terra sono stati ripristinati i rivestimenti in legno coperti dal cartongesso. Al piano superiore il restyling del negozio ha permesso l'apertura di vetrate perimetrali con vista sulla strada, mentre i lavori per la facciata hanno consentito di restituire lustro a colonne, lesene bugnate e mascheroni. Meno 400 giorni, invece, alla riapertura della platea del teatro Piccinni. « Il tassello più importante dell'offerta culturale barese - ha detto il sindaco Antonio Decaro- e cioè quello della prosa, ora ospitata impropriamente all'interno del Petruzzelli » . Dopo otto anni di chiusura e 537 giorni di stop al cantiere, a causa di un contenzioso tra le aziende, ieri gli operai hanno indossato nuovamente i caschetti. « Se non ci fossimo mai fermati, il teatro sarebbe ormai aperto da 137 giorni » , il rammarico del primo cittadino, che ha salutato la ripresa del cantiere con un sopralluogo. Il prossimo anno servirà dunque ad adeguare gli impianti e ricostruire palco e platea: così il teatro potrà essere riaperto a inizio 2019. Saranno però fruibili solo la platea, 290 posti, e tre palchi del primo ordine destinati ai disabili. A giorni arriverà infatti dalla Regione il nuovo finanziamento da 2 milioni di euro per il terzo lotto dei lavori, necessari a recuperare i palchi superiori e il loggione. Per i primi mesi del 2019 è fissato anche il taglio del nastro del Polo delle arti contemporanee di Bari. La curiosità del pubblico si concentra tra il Margherita e l'ex Mercato del pesce, che riconquisterà la terrazza, allestita con il roof garden, e la banchina del vecchio porto, ritrovata a sorpresa durante gli scavi. Ha riaperto lo storico portone la scorsa primavera ma ha già dimostrato di potere competere con i tesori della città, palazzo San Michele, nato nel Settecento in strada degli Orefici a Bari vecchia,.