RAGUSA. L'assessore regionale ai Beni culturali ed ambientali, Alessandro Pagano, rispetto alla vicenda delle trivellazioni nei siti dell'Unesco, ieri mattina è stato in visita a Ragusa, in località Maltempo, dove la Panther Oil sta effettuando una trivellazione alla ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi. Pagano ha affermato di «non poter prendere posizione in questo momento, in assenza di un piano di gestione che indicherà chiaramente se e quali interventi invasivi dei siti dell'Unesco la Panther ha effettuato». L'assessore regionale, accompagnato dalla Soprintendente di Ragusa, Beatrice Basile, e da Roberto Angelini, rappresentante dell'Unesco, ha compiuto una visita prevista da tempo; in seguito al sopralluogo verrà stilato il piano di gestione che si prevede possa essere concretato nell'arco di due mesi. «Il piano di gestione - ha spiegato Pagano - è uno strumento essenziale, che si sarebbe dovuto elaborare sin dall'inizio, attraverso cui si può stabilire quali di questi interventi sono sostenibili e quali no». E' stata poi ripercorsa la storia della costituzione dei siti Unesco nell'area iblea, con riferimento alla creazione degli stessi nel 2003. «Queste perforazioni - ha detto ancora l'assessore - sono state eseguite dopo tale individuazione da parte dell'Unesco ma ribadisco che non è stato redatto il piano di gestione che individua i limiti entro cui è possibile intervenire». Attualmente, nel giacimento della Panther si sta effettuando una serie di test di produzioni per verificare quanto gas metano potrà essere erogato. Il problema è che non si conosce ancora la portata del giacimento. Finora, il pozzo è stato scavato sino alla profondità di 2.100 metri. In questi ultimi giorni, però, si sarebbero verifìcati dei problemi legati all'estrazione degli idrocarburi e si è reso necessario intervenire con specifiche tecnologie anche per verificare la portata del pozzo. Nel ca-so in cui lo stesso non dovesse SODDISFARE le richieste, il pozzo verrà chiuso. Il geologo della Panther, Massimo Melli, presente nel sito assieme al texano Jason Smitherman, proprietario della società estrattiva, ha stigmatizzato le prese di posizione contro la Panther che si sono registrate da un mese e mezzo a questa parte. «Stiamo operando - ha detto - non in zone che ricadono nei siti patrimonio dell'Unesco e ci troviamo a parecchi chilometri di distanza dai centri abitati più vicini. Non capiamo, dunque, il perché di queste polemiche quando, invece, l'Eni ha già iniziato da tempo l'attività estrattiva non solo di gas ma anche di petrolio. Attività che prosegue in pozzi che si trovano all'interno della città di Ragusa, quindi a pochissima distanza dai siti Unesco. Bisognerebbe comprendere la ragione per cui siamo coinvolti solo noi della Panther in polemiche». Da indiscrezioni, intanto, sembrerebbe che il pozzo in questione non stia fruttando come la Panther avrebbe voluto e c'è chi pensa di attivare un'attività di perforazione in un altro luogo, tra la zona di località Maltempo e quella in cui invece sorge la discarica di contrada Cava dei Modicani.
Trivellazioni nei siti dell'Unesco - Pagano: Urge un piano di gestione
L'assessore regionale ai Beni culturali ed ambientali, Alessandro Pagano, ha visitato Maltempo, in località Ragusa, dove la Panther Oil sta effettuando trivellazioni per la ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi. Pagano ha affermato di non poter prendere posizione in questo momento, in assenza di un piano di gestione che indichi chiaramente se e quali interventi invasivi dei siti dell'Unesco la Panther ha effettuato. Il piano di gestione è uno strumento essenziale per stabilire quali interventi sono sostenibili e quali no. La Panther sta effettuando test di produzione per verificare la portata del giacimento. Il pozzo è stato scavato sino alla profondità di 2.100 metri.
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