Nessuna responsabilità di tipo penale nella realizzazione della nuova sede del Provveditorato alle opere pubbliche nella zona del castello svevo. Si conclude con l'archiviazione, disposta dal gip Francesco Pellecchia, il procedimento sui lavori per la palazzina di tre piani sul lungomare. L'area è soggetta a vincolo monumentale, ma durante la conferenza di servizi nel giugno del 2010 il progetto fu approvato senza che si chiedesse l'autorizzazione L'esistenza del vincolo si scoprirà soltanto quattro anni dopo, quando i funzionari dell'Ufficio tecnico del Comune rimettono mano ai provvedimenti di vincolo nel territorio barese. Allora la Sovrintendenza diede parere positivo alla costruzione della nuova sede del Provveditorato perché «non induce rilevanti modifiche alle condizioni di godibilità del castello. Una valutazione, seppure postuma, che di fatto per il gip fa cadere le accuse di inosservanza delle prescrizioni relative al vincolo medesimo. Rimane da capire se ci siano eventuali illeciti di tipo amministrativo. A chiarire la questione sarà la perizia disposta a gennaio dal Consiglio di Stato, che ha accolto il ricorso presentato dalle 28 associazioni riunite nel Comitato parco del castello di Bari. « Questo è un giudizio sul merito del comportamento delle amministrazioni spiegano dal Comitato non chiarisce se la nuova sede del Provveditorato in un'area sottoposta a vincolo sia abusiva oppure no».