Gallerie dell'Accademia di Venezia superstar tra i musei statali nazionali, almeno a giudicare dai dati diffusi in questi giorni dal Ministero dei Beni Culturali. Il trend del 2017 infatti - secondo i dati dell'Ufficio Statistica del Ministero guidato da Dario Franceschini - vedrebbe il museo veneziano che ha ottenuto da due anni l'autonomia ed è diretto da Paola Marini con una crescita dell'83,2 per cento dei visitatori e addirittura del 205,8 per cento degli incassi, al secondo posto in Italia come migliore performance tra i musei statali. Un aumento-monstre rispetto a quello dell'anno precedente, che aveva visto comunque le Gallerie dell'Accademia sfiorare i 312 mila visitatori, con una crescita dell'8,6 per cento. Soddisfatta ma anche prudente la direttrice Paola Marini. «Mi fa piacere questo risultato, ma non conosco le modalità di stima ministeriali per commentare con più precisione - spiega - e posso dire che per quanto ci risulta il 2017 è sicuramente un buon anno per le Gallerie dell'Accademia, con una buona tenuta sul piano dei visitatori e un aumento degli incassi che si è fatto apprezzare solo nella prima parte dell'anno, legato anche all'aumento del biglietto, portato a 12 euro, che diventano 15 in occasioni di mostre come quella attualmente in corso su Canova, Hayez e Cicognara. L'avvio dei cantieri del primo piano del museo e delle gare per l'affidamento dei servizi aggiuntivi, l'intensa attività espositiva, l'arricchimento delle collezioni con l'acquisizione del completamento del soffitto vasariano di Palazzo Corner Spinelli e un ritrovato rapporto con la città attraverso la didattica e le attività educative sono i risultati raggiunti in questi primi anni alle Gallerie dell'Accademia. Prossimi obbiettivi sono il completamento del cantiere e un pubblico più soddisfatto, ma vogliamo operare sempre più in stretta collaborazione con le altre realtà culturali veneziane e con gli stessi Comitati privati internazionali di salvaguardia».Non c'è dubbio che la nuova gestione autonoma delle Gallerie dell'Accademia - nonostanti le persistenti difficoltà di organici e le risorse limitate - abbia portato una marcia in più al museo veneziano, sotto la guida di Paola Marini, anche con un programma di mostre di grandi qualità ospitate nella nuova ala espositiva nell'ex Scuola della Carità al piano terra. Da quella di Manuzio a quella di Giambono, passando per quella dedicata all'espressionista astratto Philip Guston e ora appunto a quella Su canova, Hayez e Cicognara, legata al bicentenario delle Gallerie. E per il prossimo anno c'è Tintoretto, in occasione del quarto centenario della nascita del grande artista veneziano e in collaborazione con la Fondazione Musei Civici che ospiterà un'altra mostra tintorettiana a Palazzo Ducale. «La nostra esposizione sarà dedicata al Tintoretto giovanile - spiega ancora Marini - partendo da un grande dipinto giovanile come "Il miracolo dello schiavo", che fa parte delle collezioni delle Gallerie».Intanto procedono i lavori di restauro e riallestimento dell'ala storica del museo al primo piano, che dureranno complessivamente tre anni. «Previsti quattro lotti di lavori di nove mesi ciascuno - dice ancora la direttrice delle Gallerie dell'Accademia - e al termine del primo di essi avremo restaurate e interamente riallestite le prime sei sale del museo. Con i nuovi concorsi che si stanno concludendo, aspettiamo di avere per il museo un addetto alla comunicazione, due storici dell'arte e un architetto, di cui abbiamo estremo bisogno». Perché il grande lavoro di questi primi due anni di autonomia delle Gallerie è stato fatto in parte «in apnea», con un organico ancora largamente sottodimensionato.