VENEZIA «Alla data odierna non risulta ancora individuata una soluzione al tema della sostenibilità del traffico crocieristico». La certezza che per avere un'alternativa alle grandi navi davanti a San Marco i tempi saranno molto lunghi viene proprio da quelle due righe, finora mai apparse nelle dichiarazioni post Comitatone. Lo scrive il ministero delle Infrastrutture al punto 12 del documento finale stilato al termine della riunione del Comitatone del 7 novembre. Aggiungendo: «Il protrarsi del regime di incertezza rischia di compromettere la portualità del Porto di Venezia e di influenzare negativamente l'andamento degli altri porti legati agli itinerari adriatici». Dunque: «È urgente individuare una soluzione che consenta di mantenere e sviluppare la crocieristica a Venezia ponendo tuttavia la dovuta attenzione alla tutela di un'area ad elevata sostenibilità ambientale e valenza storico-artistico-culturale». Ma la soluzione non c'è. Tanto che la seconda parte del documento finale si limita a «prendere atto» dell'individuazione da parte delle amministrazioni del percorso (...).Secondo il ministro Delrio si è trattato di una svolta storica. «Navi a Marghera, via da San Marco in due anni». Ma i tempi si allungano. E le "anomalie" segnalate nella riunione del 7 novembre sono tante.La prima è che per la prima volta la riunione del Comitatone non si è svolta a Palazzo Chigi, ma nella sede del ministero delle Infrastrutture, a Porta Pia. La seconda che non vi hanno partecipato gli altri ministri, né la presidenza del Consiglio. Solo il titolare dei Beni culturali Enrico Franceschini ha fatto una breve comparsa. Ma se n'è andato dopo pochi minuti, dopo l'approvazione della ripartizione dei fondi della Legge speciale.Infine, la riunione si è conclusa con un documento che secondo alcuni non ha nemmeno valore di provvedimento. Non si è trattato di una delibera, né del consueto "Atto di indirizzo" che prescrive il da farsi alle amministrazioni locali e agli altri ministeri coinvolti nella salvaguardia. Una riunione che non è stata preceduta dalle tradizionali riunioni di Precomitatone, dove i tecnici e i dirigenti esaminavano le delibere prima dell'approvazione. Tanto che molti sono stati colti di sorpresa. Come il sindaco di Chioggia, Alessandro Ferro, che ha chiesto e ottenuto anche una sospensione della riunione, per recuperare i documenti che non erano stati messi nella cartella. Ordine del giorno scarno, con la divisione dei fondi e al secondo punto, il «progetto per lo sviluppo della croceristica in laguna».Niente a che fare con il Comitatone e la salvaguardia della laguna, dicono adesso i Comitati. Anche le due scelte annunciate, con il passare dei giorni, sembrano sempre più parole d'ordine e non progetti definiti.Dopo la rinuncia allo scavo del Contorta e il ritiro dell'indicazione da parte del Porto («Nel 2014 era stata definita l'unica via alternativa praticabile») è stato abbandonato anche lo scavo delle Tresse. E adesso accantonato quello del Vittorio Emanuele, che dovrebbe condurre le navi "medio piccole" dalla bocca di porto di Malamocco all'attuale Marittima. Troppe sono le criticità da esaminare. E il progetto viene declassato a «possibilità di adeguare il canale, previa Via e analisi dei rischi».Marghera resta l'orizzonte più probabile a lungo termine per le navi più grandi. Ma anche qui la dicitura è molto scarna e generica: «Individuare gli accosti nella zona portuale di Marghera, canale Nord sponda Nord». Unica certezza resta l'ordinanza per far passare le navi a San Marco nel periodo transitorio. La sta mettendo a punto la Capitaneria sulla base di criteri diversi dalla stazza (sicurezza e filtri per gli inquinanti). Ma i tempi del "provvisorio" saranno molto lunghi.