Migliaia di firme in difesa del giardino di Pascoli. Ora l'appello ufficiale: inseritelo tra i beni tutelati dalla sovrintendenza dei beni culturali e paesaggistici. In un mese sono state 2222 le firme raccolte dall'associazione Italia Nostra per chiedere di risparmiare il giardino, e annesso uliveto, di via Croce. In difesa del luogo simbolo della permanenza a Massa del poeta di origini romagnole sono scesi in campo cittadini, attivisti, attori, poeti e musicisti. Per sottolineare la loro contrarietà alla cementificazione di una parte del giardino, che ispirò il poeta nella stesura di opere indimenticabili come "Il lauro", hanno deciso di unirsi e dare un segnale concreto all'amministrazione. «Caro sindaco le crediamo, ma non ci fidiamo» ha commentato Bruno Giampaoli di Italia Nostra. «A questo punto è doveroso che il bene venga protetto dalla sovrintendenza. Altrimenti in futuro chiunque potrebbe rimettere in discussione l'esistenza di quel luogo. Noi non ci accontenteremo dello stralcio dell'Aru». Dopo varie richieste da parte della cittadinanza di rivedere l'Aru 4.21, che prevedeva la realizzazione di un parcheggio pubblico là dove Pascoli ascoltava il canto delle capinere, l'amministrazione ha optato per lo stralcio dell'ambito di riorganizzazione urbanistica. «Dalle analisi delle osservazioni e controdeduzioni dei progettisti incaricati e degli uffici tecnici sono emerse incongruenze e dubbi sullo strumento di pianificazione - scrive in una nota l'amministrazione - abbiamo deciso di accogliere gli elementi di perplessità provenienti dalla città, dalle associazioni e dalla politica: la trasformazione infatti potrebbe andare ad intaccare, almeno in parte, un contesto contraddistinto da specifici elementi storici e paesaggistici e di interesse documentario». Intenzione della giunta adesso è quello di rivalutare l'intera configurazione dell'Aru 4.21 via Croce - Giardino di Pascoli o di considerarne l'eventuale eliminazione. Un primo risultato positivo per la battaglia portata avanti da cittadini e attivisti in difesa del luogo, che è stata al centro di una campagna promossa dal Tirreno. E che ha visto il coinvolgimento degli artisti del Caffè artistico letterario apuano. Assente all'evento organizzato alle stanze del Guglielmi da Italia Nostra, il sindaco di Massa, Alessandro Volpi, che non ha potuto partecipare a causa di impegni istituzionali. Nei prossimi giorni una delegazione consegnerà le 2222 firme al primo cittadino: «Tra le questioni che intendiamo sottolineare al sindaco c'è la situazione del pomario Ducale, che è diventato un "rovaio comunale" e la situazione della piazzetta di Pascoli, da oltre un anno chiusa da lastre di acciaio. Vorremmo conoscere - conclude Italia Nostra - le ragioni per cui è impraticabile». Camilla Palagi