ROMA. A quasi quattro anni dalla sua introduzione, l'Art Bonus, l'agevolazione fiscale per incentivare i mecenati dell'arte, ha superato 200 milioni di euro. «Numeri significativi», dice il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini, principale promotore dell'incentivo introdotto nel 2014. Tanto resta da fare, però, al Sud, dove gli investimenti restano minimi. Per i 73 milioni di euro raccolti in Lombardia, ci sono solo 1,1 milioni per la Campania, 171.925 euro per la Sicilia, 5.200 euro per la Calabria, 600 euro per il Molise, niente per la Basilicata. Lo evidenzia lo stesso Franceschini, che lancia un appello alle aziende. «Spero che le grandi imprese decidano di usufruire dell'Art Bonus nel Mezzogiorno, anche per colmare il divario di forza dei sistemi produttivi tra nord e sud». Entrato in vigore nel 2014, l'Art Bonus è stato utilizzato finora da 6.345 mecenati che hanno donato un totale di 200.016.780 per 1.323 interventi a favore del patrimonio italiano. Tra i luoghi della cultura maggiormente sostenuti, ci sono il Teatro alla Scala di Milano, l'Arena di Verona e il Museo Egizio di Torino.