Stefano Carli Roma Il mecenatismo non è una affare solo per grandi gruppi, multinazionali e fondazioni multimilionarie. Anche le piccole e medie imprese italiane stanno iniziando a prenderne coscienza perché hanno capito che specie in Italia, paese dal patrimonio culturale amplissimo e diffuso, il mecenatismo è soprattutto un'occasione di intrecciare e consolidare il rapporto con il proprio territorio. Così nasce un'iniziativa come Circolo Athena, che si pone l'obiettivo di raccogliere fondi per il restauro della facciata occidentale del tempio di Athena a Paestum. Due piccolemedie imprese locali hanno già aderito. Una è la famiglia Pagano, che gestisce tre hotel nelle vicinanze del parco archeologico (il Savoy Beach, l'Hotel Esplanade, il Beach Club 93 ) e un'azienda agricola, la San Salvatore 1988. L'altra è la famiglia Barlotti proprietaria di un noto caseificio a Paestum. Piccole aziende, piccole porzioni di restauro, uno delle quattro facciate di uno dei tre templi. E la fase del funding, l'adesione al Circolo Athena, è ancora aperta. Questo micromecenatismo è una novità per l'Italia e soprattutto per il Mezzogiorno. Non a caso l'idea è venuta a Gabriel Zuchtriegel, tedesco, da due anni direttore del Parco Archeologico e "miracolosamente" scampato, per una svista burocratica, all'anacronistico ricorso accolto dal Tar contro la nomina di sovrintendenti ai Beni Culturali "stranieri". Decisione su cui dovrà ora pronunciarsi il Consiglio di Stato. «All'estero c'è una lunga e virtuosa tradizione di coinvolgimento del mondo delle imprese nel suo complesso nella gestione e nella conservazione del patrimonio artistico spiega Zuchtriegel Da due anni l'Italia ha iniziato a recuperare terreno con l'introduzione dell'Art Bonus, ma il ritardo resta ancora grande. E c'è soprattutto da cambiare un approccio sbagliato, quello di chi pensa che l'importante sia coinvolgere i grandi nomi, le aziende e i gruppi maggiori, le grandi fondazioni, per risolvere il problema. Mentre invece non funziona così. E' il contrario: attiri i grandi solo se dimostri che la tua comunità, il tuo territorio, le sue imprese e le sue persone sono i primi ad intervenire e a crederci». Per questo il Parco ha lanciato diverse nuove iniziative: dai "circoli" per fare funding tra le piccole imprese del territorio, ad una nuova, rivolta ai privati: "Adotta un blocco". Con 50 euro l'anno ognuno può "adottare" un pezzo dei 5 chilometri di mura antiche, il cui restauro conservativo è al momento una delle prime voci del budget del Parco, che ha un bilancio di 3 milioni, di cui 1,9 di ricavi da biglietteria (cresciuti del 50 in due anni e con il record di visite in un solo giorno, la prima domenica dell'ottobre scorso, con 9 mila biglietti). «Ma la raccolta fondi da sola non basta avverte Zuchtriegel bisogna offrire in cambio coinvolgimento, con informazioni continue su eventi e iniziative, e trasparenza, rendicontando di continuo ciò che si sta facendo con i soldi raccolti». 1 2 A lato, il Parco Archeologico di Paestum. A sinistra in basso, Gabriel Zuchtriegel (1) direttore del Parco e Salvatore Pagano (2) la cui impresa ha aderito al Circolo Athena