La fotografia come testimonianza e conservazione della memoria dei territori. Un'unica grande "camera oscura" da cui fare emergere esistenze, conflitti ed evoluzioni tecnologiche nel corso dei secoli.... La fotografia come testimonianza e conservazione della memoria dei territori. Un'unica grande "camera oscura" da cui fare emergere esistenze, conflitti ed evoluzioni tecnologiche nel corso dei secoli. È l'evento "Mibact per la fotografia: nuove strategie e nuovi sguardi sul territorio" che si tiene a Sarno il prossimo lunedì 13 novembre, alle 10.30, nella Villa Lanzara del Balzo. In particolare la manifestazione assume qui il titolo di "Gli archivi fotografici locali: testimonianze di impegno e tutela". Una giornata di studio dedicata alla fotografia, promossa dall'associazione culturale Il Didrammo, dal Mudif (Museo didattico della fotografia) operanti in provincia di Salerno e dal Comune di Sarno, e che vede come protagonisti conservatori e responsabili di fototeche, archivi fotografici locali di enti, pubblici e privati, associazioni, università e di tanti operatori di settore impegnati nel campo del recupero e conservazione. Si partirà alle 10.30 con l'introduzione di Vincenzo Petrosino, presidente de Il Didrammo, e i saluti istituzionali del sindaco sarnese e presidente della Provincia di Salerno, Giuseppe Canfora, che ha molto spinto per la realizzazione dell'evento. Poi sarà la volta di Vincenzo Salerno assessore alla Cultura al Comune di Sarno, Lucia Fortini assessore all'Istruzione e politiche sociali della Regione Campania, Rosanna Romano direttore generale politiche culturali e turismo regionali, Francesca Casule soprintendente archeologia, belle arti e paesaggio Sa-Av, Anna Imponente direttore polo museale della Campania, Lorenza Bravetta consigliere del Ministro Dario Franceschini per la valorizzazione del patrimonio fotografico nazionale. «Il ministero dei Beni culturali organizza sul territorio nazionale gli Stati Generali per la letteratura, cinema, musica e fotografia spiega l'assessore Salerno È il terzo appuntamento del Sud Italia. Prima di Sarno, la manifestazione si era fermata a Matera e Palermo. C'erano state anche altre candidature autorevoli, ma l'evento è giunto a Sarno. Gli "stati generali" fanno il punto sulla ricerca universitaria, pubblica e privata, che ha a che fare col mondo della fotografia. Sono seminari tematici, in questo caso dedicati agli archivi. Tra gli argomenti più singolari quello sul fotogiornalismo e la raccolta fotografica sull'ospedale psichiatrico consortile Vittorio Emanuele III». La giornata si terrà nella storica villa Lanzara, palazzo trasformato in un polo culturale, con al pianterreno la nuova sede della biblioteca comunale, al terzo piano gli spazi espositivi con due mostre una curata sempre dal Mudif sulla rappresentazione storico-geografica della Valle del Sarno e un'altra sull'emigrazione sarnese tra Ottocento e Novecento - e infine, al primo piano, uno spazio dedicato all'arte contemporanea e ai libri di artista. «Ospiteremo la manifestazione nel salone storico di Villa Lanzara continua l'assessore Salerno Verranno nomi importanti dall'Istituto centrale di Firenze, Napoli, Roma». Tra le personalità che interverranno, Alfonso Andria, Giovanni Ferrentino, Maria Antonella Fusco, Maria Passaro. «L'archivio non deve essere considerato solo come catalogazione di testi scritti e carta stampata dice ancora l'assessore Vogliamo allargare lo spettro della discussione. Sto preparando un protocollo di intesa con cui affideremo al Mudif la gestione dell'archivio storico di Sarno con documenti che vanno dal Medioevo ai giorni nostri. C'è tutta la storia economica e sociale del paese». Tra le tematiche affrontate quella dell'ospedale psichiatrico nocerino: una volta, i pazienti prima di essere internati venivano fotografati. Così la foto diventa dolorosa cicatrice a testimonianza di una lacerazione sociale come quella della gestione manicomiale. Soddisfatto per la collaborazione, il direttore del Mudif Rosario Petrosino. «Qui al Sud è uno dei primi incontri che si tengono da Roma in giù spiega il direttore Petrosino Importante non solo per il fatto in sé, ma anche perché l'argomento trattato da noi guarda alle piccole fototeche locali che possiedono una gran quantità di fototipi. Dai negativi elastici a quelli su lastra, alle stampe vere e proprie, fino ai primi manufatti fotografici come i dagherrotipi, i ferrotipi». La prima parte della giornata è dedicata a fare il punto sul ruolo degli archivi e fototeche. La seduta pomeridiana, invece, sarà centrata su case history illustrati da Teresa Meola, Antonio Milone, Carla Rossetti, Giuseppina Salomone, Michela Sessa.