PIÙ di un milione di euro per evitare che il Palazzo della Ragione cada a pezzi e per scongiurare incidenti. Dopo una prima tranche di lavori sul tetto, iniziati lo scorso febbraio in seguito a numerose cadute di calcinacci, conclusi e costati 830mila euro, oggi parte la fase due sulle facciate, con una spesa prevista di 450mila euro. Perché con i ponteggi allestiti nove mesi fa, si è scoperto che non erano solo le coperture a perdere pezzi, ma anche i muri. Resta al palo, invece, per mancanza di finanziamenti, il progetto approvato nel 2015 dalla giunta Pisapia che voleva avviare un grande restauro. Un piano per cui, per un primo lotto di interventi, il Comune aveva stanziato un milione di euro ma che la giunta Sala ha deciso di congelare in attesa di trovare i fondi per coprire un cantiere da aprire e chiudere in un'unica soluzione. Una spesa allora stimata in circa otto milioni di euro. In attesa di metterla a bilancio o di trovare eventuali finanziatori, si procede perciò con le opere più urgenti. Conclusa la prima fase che ha riguardato la copertura, il sottogronda e la fascia marcapiano (la riga di mattoni che segna la divisione tra un piano e l'altro) si inizia con la facciata: in questa fase gli operai lavoreranno sugli intonaci e sugli elementi ornamentali, perché il sistema di fissaggio non tiene più. Ad accorgersene è stato proprio chi stava già lavorando sul tetto. Le infiltrazioni, negli anni, dovute al deterioramento della gronda hanno intaccato anche le facciate e da qui l'urgenza di un restauro di tutto il palazzo. Dopo i crolli più significativi avvenuti nel 2013 e nel 2016, lo spazio della Loggia e del Palazzo sono stati transennati, con il divieto di utilizzo dell'immobile. L'urgenza non solo di evitare incidenti, ma anche di riportare l'edificio alle sue funzioni, sta accelerando i lavori, definiti dalla giunta in accordo con la soprintendenza ai Beni architettonici: «Grazie al ponteggio e al cantiere aperto per il tetto spiega l'assessore ai Lavori pubblici Gabriele Rabaiotti ci siamo resi conto della necessità di un intervento urgente sugli intonaci del piano più elevato e di alcune parti ornamentali delle trifore». Il cantiere dovrà durare cinque mesi. Per quanto riguarda invece il grande progetto di restauro pianificato in era Pisapia, non ci sono ancora né i tempi né i fondi: «Restano da progettare e quindi appaltare precisa Rabaiotti il restauro delle grandi finestre ellittiche e l'adeguamento interno del Palazzo, lavori per i quali servirà uno stanziamento dedicato all'interno del bilancio comunale. Non escludiamo di procedere con un bando per la sponsorizzazione ». Un po' di storia: la costruzione del Palazzo della Ragione, luogo deputato alle assemblee cittadine e alle ordinanze comunali, risale al 1228. Dal 1771 al 1961 ha ospitato l'Archivio notarile, mentre tra la fine degli anni Settanta e i primi anni Ottanta è stato restaurato e da allora è diventato uno spazio espositivo, destinato ad ospitare importanti mostre fotografiche. L'ultimo intervento in ordine cronologico, esclusi quelli partiti quest'anno, è del 2014, con la verifica della stabilità degli intonaci.