IL ministro ha guardato oltre le botteghe della Roma antica sul mare. E ha puntato il dito in direzione Piramide. Verso la tomba di Caio Cestio, il cui restauro è stato appena insignito del Premio della Ue per il Patrimonio culturale. E verso la fermata della Roma-Lido: «La stazione Piramide può diventare la porta di accesso di Ostia Antica dentro Roma». Questo perché, ragiona Franceschini, «sul fondamentale collegamento via treno si può investire moltissimo, insieme al Comune, a Ferrovie e alla Regione». Nella parcellizzazione delle competenze, cui il ministro ha contribuito spacchettando in 5 la soprintendenza unica, bisogna trovare effettivamente una direzione di marcia comune per portare i turisti stranieri, Colosseo-dipendenti, tra le perle del suburbio. Lo sforzo non è titanico: le principali vie consolari sono già servite dai binari. Prendiamo l'Appia Antica. La linea ferroviaria regionale le corre accanto. E basterebbe riattivare la stazione Statuario per giungere, tramite un ponte pedonale, sia sulla Regina Viarum sia al Parco degli acquedotti. E che dire della stazione di Torricola sulla Roma-Napoli. La fermata c'è e le Ferrovie dello Stato sono pronte a mettere un locale a disposizione affinché i turisti possano arrivati a destinazione in pochi minuti da Termini, non dopo i 41 o 42 minuti che (traffico permettendo) ci vogliono per arrivare alla Villa dei Quintili con il bus 664 o con il 118 andare in bici sulle antiche basole all'Appia. L'antica via Flaminia, poi, è servita dalla Roma-Viterbo. E basterebbe qualche avviso per potersi godere dal trenino il passaggio davanti alla tomba di Macrino, il cosiddetto gladiatore, o, a Labaro, ammirare il ponte di Augusto. E invece si arriva a Prima Porta senza sapere che lì si può visitare la magnifica villa di Livia. Ostia Antica ha la sua fermata lungo la Freccia del Mare (va solo rinfrescato l'apparato didattico vintage). E ha anche i soldi per aprire un cancello del parco sull'approdo sul fiume. Ma sta ora al X Municipio mettere la banchina in sicurezza. La cura del ferro e dell'acqua sono insomma a basso costo. Bisogna solo mettersi a remare e a correre: tutti assieme.