Sia Busseto che Parma vorrebbero le lettere di Giuseppe Verdi che lo Stato ha recentemente acquistato a Londra, appena prima che finissero all'asta. Il sindaco della cittadina della Bassa parmense ha annunciato oggi che cercherà di convincere il ministero dei Beni culturali a collocare qui i testi che potrebbero rivelare novità significative sul Cigno. Ma poche ore dopo, anche il collega di Parma si è fatto sentire per dire che la città ducale sarebbe la migliore collocazione per i testi. Il sindaco bussetano Giancarlo Contini ha affermato di aver già avviato un percorso per portare le lettere a Busseto: "Un obiettivo certo ambizioso che potrà essere realizzato con il concorso delle forze politiche e culturali del territorio, con cui mi sono già confrontato e che intendo sollecitare intorno al progetto". Di contro, il sindaco parmigiano Federico Pizzarotti ha già inviato una lettera al ministro Franceschini, per proprre Parma come sede per la sua conservazione e promozione dei documenti acquistati: "Verdi per Parma scrive significa memoria, tradizione, conservazione e divulgazione, ma significa anche apertura sul futuro e sperimentazione. Il Festival Verdi e l'Istituto Nazionale di Studi Verdiani sono i custodi di questa memoria e i soggetti che ogni giorno radicano l'eredità del Maestro nella più viva contemporaneità. L'Istituto Nazionale di Studi Verdiani è poi, da anni, il titolare, per conto del MiBact, dell'Edizione Nazionale dei Carteggi e dei Documenti Verdiani e proprio pochi giorni fa abbiamo presentato al Teatro Regio di Parma i due tomi del carteggio Verdi Piroli, un carteggio politico di enorme interesse, ultima fatica dell'Istituto". Da qui l'idea di conservare i manoscritti inediti di Giuseppe Verdi presso l'Istituto Nazionale di Studi Verdiani. "Crediamo che l'Istituto rimarca nella missiva possa essere il luogo più idoneo non solo per conservare le carte nella terra di Verdi, ma soprattutto per valorizzarle, per studiarle ed inserirle nel piano di lavoro dei carteggi, per porle al centro di un convegno di studi e per divulgarne il valore anche attraverso un'esposizione". I documenti in questione sono trentasei lettere che, tra il 1844 e il 1851, Verdi ha inviato al librettista Salvadore Cammarano. Il contenuto delle lettere totalmente inedito è di straordinaria importanza per gli studi sul Maestro. Il periodo storico delle lettere è quello corrispondente alla stesura di opere come Luisa Miller e La Battaglia di Legnano e potrebbe contribuire a mettere luce su alcuni punti oscuri delle opere, di cui si conoscono poche fonti. Il ministero dei Beni culturali le ha comperate con una trattativa riservata fuori asta, spendendo 358mila sterline, pari a 401.683 euro. Il sindaco di Busseto ha ringraziato il ministro Dario Franceschini per essere riuscito nell'impresa di riportare in Italia i documenti che riguardano il carteggio tra Verdi e Cammarano. "A lui commenta Contini riferendosi al ministo devo, da italiano e da bussetano appassionato verdiano, il mio più sincero grazie. L'epistolario in questione è un nuovo prezioso tassello per comprendere Giuseppe Verdi. Prezioso anche perché inedito e perché si riferisce alle fasi che precedono la messa in scena delle opere di cui il Cammarano fu librettista. Ma anche perchè Verdi si confronta con impresari, interpreti, letteratura, teatri, esprimendo in maniera chiarissima la sua personale concezione di teatro musicale. Un gesto di rispetto nei confronti di uno dei figli più illustri del nostro Paese".