STOP ai lavori di realizzazione di un centro cottura all'interno dell'istituto Redentore di Bari. Almeno per ora. È stato l'ufficio di vigilanza e polizia edilizia del Comune di Bari a disporre la sospensione, «per una serie di incompletezze», degli interventi avviati dalla ditta Ep di Napoli nei locali dei Salesiani in via Martiri d'Otranto al quartiere Libertà. L'azienda di ristorazione campana aveva depositato la comunicazione di inizio lavori il 27 luglio scorso dopo aver chiuso un accordo economico con i Salesiani: la Ep, dietro un regolare contratto di locazione degli immobili interni in cui allestire un centro di produzione e confezionamento pasti, si era impegnata con l'istituto religioso a realizzare una mensa per i poveri e una scuola di formazione per cuochi. «Noi abbiamo solo chiesto di avere una mensa per i poveri e locali attrezzati con cucine per implementare azioni formative e occupazionali per i ragazzi del quartiere spiega don Francesco Preite così ci siamo aperti ai privati; la nostra, del resto, è una chiesa che non sta rinchiusa nella muffa, ma che si apre». Privati che, chiaramente, hanno il loro business nel mondo della ristorazione e hanno visto in questa operazione l'opportunità per realizzare un centro cottura con capacità produttiva superiore ai 6mila pasti. «A loro spese e sotto la loro responsabilità » precisa l'avvocato Michele Laforgia che segue l'istituto Redentore. Il problema, però, è nato con la pubblicazione della gara triennale da 10,8 milioni di euro per le mense scolastiche del Comune di Bari. A presentare domanda di partecipazione, oltre alla ditta Ladisa che gestisce attualmente il servizio, è stata anche la Ep. L'azienda napoletana, che non dispone al momento di una struttura produttiva in città, si è avvalsa dell'opzione (prevista dal bando) di attestare «l'impegno all'allestimento e all'attivazione del centro produzione e confezionamento pasti». Impegno preso proprio con i lavori all'interno del Redentore. Sono partiti, però, esposti e segnalazioni da parte della concorrenza. E il Comune di Bari ha avviato le verifiche «sulla legittimità delle attività edilizie in corso». Riscontrando senz'altro incompletezze, che hanno portato allo stop dei lavori. Ma indicando anche come «la trasformazione della destinazione dell'immobile prevista dalla Ep spa non solo è urbanisticamente rilevante, ma appare di difficile attuazione» in quanto in contrasto con la destinazione urbanistica di "servizio" per "attrezzatura scolastica" ad un uso "produttivo" di "preparazione pasti per grandi collettività". Insomma, per realizzare un centro cottura industriale per utenze esterne a quelle del Redentore concludono dalla ripartizione Urbanistica occorrerebbe una variante. Così la guerra delle mense, che per ora ha portato alla sospensione dei lavori nel Redentore, rischia di frenare o quanto meno rallentare l'aggiudicazione dell'appalto. Un pasticcio che è ora nelle mani del Comune di Bari. Dal canto suo, invece, don Francesco assicura massima attenzione sul caso. «I lavori devono essere fatti a norma e vigileremo affinché tutto sia in regola». Del caso, trattandosi di un edificio sottoposto a tutela, è stata interessata anche la Sovrintendenza per i beni e le attività culturali di Bari.