Lottomatica ha lanciato il progetto "Generazione cultura". L'ad Fabio Cairoli: "Stiamo investendo 500mila euro nell'alta formazione". Al via il secondo bando MILANO - "Il patrimonio culturale e artistico italiano ha bisogno di essere valorizzato e servono figure professionali sempre più all'altezza di questo compito". Fabio Cairoli, amministratore delegato di Lottomatica, azienda ideatrice del progetto Generazione cultura, sostenuto dal Ministero delle attività culturali, da Ales, realtà che si occupa della conservazione del patrimonio artistico, e dalla Luiss Business School. "Stiamo investendo in questa iniziativa - prosegue l'ad - oltre 500 mila euro provenienti dal gioco del Lotto, soldi che saranno utilizzati per la formazione di cento neolaureati con meno di 27 anni e per la nascita di nuove imprese culturali ". Il progetto è partito. Già oggi, dopo un periodo in aula, i primi cinquanta studenti selezionati, stanno iniziando uno stage retribuito di sei mesi. Potranno fare esperienza in più di trenta tra le maggiori istituzioni culturali italiane, lavorando alla Collezione Peggy Guggenheim a Venezia, oppure alla Reggia di Caserta, al Palazzo reale di Genova, nei Parchi Archeologici di Pompei, Agrigento ed Ercolano. E tra i progetti a cui saranno destinati i ragazzi, c'è la gestione digitale del materiale fotografico della Triennale di Milano. Altri lavoreranno alla realizzazione del business e marketing plan per la realizzazione di prodotti tipici nella valle dei Templi di Agrigento. Altri ancora si occuperanno della produzione di contenuti digitali per il Fai (Fondo ambiente italiano). E infine ci sarà chi cercherà di introdurre nuove forme di fundraising per accrescere le risorse a disposizione del Teatro dell'Opera di Roma. Ora è al via il secondo bando di Generazione cultura. Le candidature si possono inviare fino al 1 novembre. Così altri cinquanta giovani potranno beneficiare dell'alta formazione offerta da una delle università più prestigiose d'Italia. Le lezioni, duecento ore per sei settimane, inizieranno il prossimo gennaio. E subito dopo saranno avviati i nuovi stage che avranno come oggetto la trasformazione digitale, il marketing culturale, il fundraising e l'affiancamento al general management delle istituzioni, nonché le nuove forme di organizzazione di eventi culturali. "Ogni stage sarà modellato sulle peculiarità della singola istituzione e delle sue necessità in termini di sviluppo di determinate aree di attività - prosegue l'amministratore delegato - Alla fine di tutto il percorso promuoveremo un contest fra le idee di impresa che i giovani proporranno. Lottomatica e la Luiss sceglieranno le dieci migliori e staranno a fianco di chi le ha proposte durante tutte le fasi di preparazione di un vero business plan". Non è la prima volta che I soldi del gioco del Lotto diventano un contributo per la valorizzazione del patrimonio artistico del paese. In passato è intervenuto per il recupero della Fontana di Trevi, del portico di San Giovanni in Laterano: "Ma anche opere meno conosciute, come il porto di Ancona o il rifacimento del ponte di Tiberio a Rimini, hanno beneficiato nel tempo dei proventi del Lotto - ricorda il manager - C'è una legge che stabilisce che parte dei proventi del gioco del Lotto siano destinati al recupero dei beni artistici e culturali del nostro Paese". Del resto è ciò che avviene anche in altri Paesi. "Negli Stati Uniti o in Inghilterra, - afferma il manager - parte delle entrate derivanti dai giochi sono investite in progetti di alta valenza sociale come il finanziamento del sistema scolastico, incentivi al sistema pensionistico, il sostegno a piccole imprese familiari, ma anche programmi sanitari, culturali, sportivi". Ma cultura è anche formazione. E dopo essere intervenuta sulla valorizzazione del patrimonio artistico, ora punta anche a quella dei giovani, investendo nella formazione manageriale, anche per rispondere a un'esigenza sottolineata più volte dal ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini, che più volte ha detto che sarebbero necessarie nuove professionalità ed energie. "Vogliamo creare figure manageriali destinate a un ambito ad alto potenziale di crescita come quello del patrimonio artistico italiano. Noi siamo un concessionario dello Stato - conclude Cairoli - e credo sia nostro dovere, non solo rispettare le regole, ma anche reinvestire risorse per la comunità, in ottica di responsabilità sociale". (st.a.)