«Il momento per noi è drammatico». Con queste parole, i rappresentanti Roberta Costa, Annamaria Nordio e Tommaso Vianello hanno inaugurato ieri la prima assemblea di Usb Musei Civici. Con l'assegnazione dei bookshop a Arthemisia, si è conclusa l'ultima tranche dell'appalto che ha riguardato tutti i servizi di Musei Civici (servizi di biglietteria, guardiania e servizi supplementari), per un totale di 450 lavoratori coinvolti. Altissima la partecipazione dei dipendenti che ha provocato aperture ritardate e biglietterie chiuse in tutti i musei. Un evento, dicono, che non accadeva da anni. «Di nuovo le istituzioni pubbliche preferiscono soddisfare la fame di profitti dei privati - continua il comunicato di Usb - piuttosto che proteggere le condizioni salariali e normative dei lavoratori e incassare i proventi di un settore, il turismo, sempre più in crescita nel nostro paese e nelle città d'arte come Venezia». Un appalto ottenuto a spese dei lavoratori, continua Usb: «Un ribasso vergognoso, ma non inaspettato visto che la gara è stata costruita ai danni dei dipendenti che da decenni prestano servizio presso i civici musei di Venezia». Da qui nasce la rivendicazione del sindacato: «Non accetteremo alcuna ricaduta negativa sui dipendenti e ribadiamo con determinazione l'intenzione di far valere ai nuovi appaltatori le nostre istanze: assorbimento di tutti i lavoratori e lavoratrici impiegati attualmente nei musei; applicazione dell'attuale contratto multiservice; conservazione dell'attuale orario di lavoro; ridiscussione dei nuovi parametri di assunzione ritenuti discriminatori nei confronti del personale».Eugenio Pendolini