CANTIERE al lavoro, mura che cadono, la demolizione arrivata a metà, facciata sventrata e interni a vista. E davanti ancora sit-in di protesta. Mentre ormai, sempre tra le polemiche, cadono altri pezzi del villino del 1930 di via Ticino sotto i colpi delle benne della società costruttrice che lì, a pochi passi dal capolavoro del liberty romano, il quartiere Coppedè, e accanto alla casa in stile floreale che fu abitata dal tenore Beniamino Gigli, costruirà una moderna palazzina per sette appartamenti extralusso, si fa la conta dei tanti villini storici degli inizi del secolo a rischio che punteggiano la città. Quartieri come Parioli, Prati, Nomentano, Trieste, Delle Vittorie, un fiorire di architetture preziose, che, la maggior parte senza tutela e senza vincoli, potrebbe fare la fine dell'ex sede della Congregazione delle Ancelle del Divin cuore. «A Roma», spiega Irene De Guttry, che ha scritto tre libri sui villini tra fine Ottocento e inizi Novecento «ci sono tanti gioielli dimenticati o quasi. A partire da quelli su via Nomentana, intorno a piazza Caprera, dove ne sono stati manomessi molti, al Nomentano, nella zona di Villa Patrizi,in viale Regina, con il famoso villino Bellingeri, di Pio e Marcello Piacentini, sicuramente sotto vincolo, almeno questo». «Poi» prosegue «a Monteverde Vecchio nei pressi del Gianicolo, come a via Dandolo, anche qui alcuni abbattuti per far posto a palazzi, fino a via Boncompagni, come il villino Rudini, che ospita l'ambasciata del Giappone, e ai Parioli, al quartiere Sebastiani». E di questi tesori eccone alcuni. Per esempio a Prati, come il villino di Del Debbio, via Carso 38, del 1925, con balconcini e inferriate in ferro battuto, le vetrate, la facciata leggera. Ecco via Orsini 19, angolo via Pompeo Magno, progettato da Angelo Giobbe, del 1912, con bifore e quadrati in stucco con corone di alloro e teste di leone, una torretta con trifora e colonnine centrali. E al Nomentano? In via Musa 19 quattro piani degli ingegneri Gagliardi e Tuccimei, classe 1911, il villino Luigia. E il villino liberty di via Cesalpino 12, che ospita una facoltà della Sapienza? Piccoli capolavori. Come il casino nobile di Villa Leopardi, via Nomentana 387, del 1905. Avanti con i Parioli: in via dei Monti Parioli 39, progetto di Garibaldi Burba, o l'altro, piazza Ungheria 3, del 1920, firmato da Ignazio Pediconi. Ma tanti hanno subito modifiche nel tempo. «I tre libri della De Guttry» spiega Vanna Mannucci di Italia Nostra «hanno documentato oltre 250 villini storici di pregio solo nei quartieri Nomentano, Parioli e Prati, che nella maggior parte non sono sottoposti a tutela. Quando li presentammo alla soprintendenza negli anni Novanta ci risposero che il personale era insufficiente per gestire un maggior numero di vincoli. E anche se certi fossero stati inseriti nella Carta delle Qualità, senza vincolo potrebbero avere lo stesso destino del villino di via Ticino».