ITALIA NOSTRA ha denunciato la cosa per tempo. Invano. Vien da rimpiangere la legge Bottai del 1939 che vincolava qualunque edificio con almeno 50 anni di vita. O consentiva, entro 200 metri di distanza da un monumento già vincolato (in questo caso il Quartiere Coppedè), una tutela stringente. Lo stesso centro storico romano purtroppo è vincolato soltanto "a macchie di leopardo" e ciò appare, di questi tempi, decisamente pericoloso. Conoscete tutti la residua torre medioevale che si leva davanti all'ingresso di piazza Navona, Tor Sanguigna o dei Sanguigni (famiglia che spargeva sangue altrui con molta facilità). Ebbene, è una delle venti torri (scarse) sopravvissute alle tante demolizioni, è tenuta malissimo e pochi anni fa, alla base, vi è stata infilata, bucandola da parte a parte, una pizzeria. Quando è stato chiesto all'allora soprintendente architetto Federica Galloni ora assurta a direttrice ad interim del Parco Archeologico del Colosseo se la torre trecentesca fosse vincolata, ha risposto: "Non so, devo controllare". Ma non deve aver mosso paglia. La pizzeria è sempre lì. La città antica più grande e più bella del mondo non è integralmente vincolata e invece dovrebbe esserlo per evitare altre gravi manomissioni. Come la recente trasformazione in albergo di lusso, in via Garibaldi a Trastevere, di una parte del convento della Madonna dei Sette dolori (meno male) "firmato" dal grande Francesco Borromini. Da quell'hotel "si gode una vista mozzafiato" e "il chiostro interno è mirabile". Trasformazione criticata in modo esplicito da papa Francesco in un discorso pubblico ai volontari alla chiesa del Gesù. E vogliamo parlare della figuraccia rimediata l'estate scorsa dal Mibact con l'opera rock "Divo Nerone" autorizzando un enorme palco di ferraglie ingombranti proprio sul Palatino (dove nacque l'Urbs) a un metro dalla chiesa e dal convento di altre suore più gelose della bellezza, subito levatesi a denunciare il misfatto? A 200 metri dal Colosseo suscitando lo stupore offeso di migliaia di turisti stranieri (se ne è occupata persino la tv pubblica finlandese)? Doveva essere una prima prova concreta di come dal patrimonio archeologico si possano cavare facilmente dei bei soldi e ogni illusione è miseramente crollata per il clamoroso insuccesso di pubblico e di critica. Uno scandalo più volte denunciato da "Repubblica", per tempo e con forza. Questa Roma abbandonata a se stessa va difesa, ogni giorno, unendo forze e intelligenze.