PASSEGGIANDO per le meravigliose sale di Palazzo Braschi, nelle scorse settimane qualche visitatore potrebbe essere rimasto colpito da una strana apparizione. Al secondo piano, sala 5, circondati da opere del Seicento e Settecento, ecco fare la loro comparsa alcuni ampi e sottili fogli di carta, disposti ordinatamente a terra, sotto i quali si scorgevano chiaramente alcune cornici. Un'installazione in stile Christo, commistione tra l'antico e il contemporaneo? No, quei fogli nascondevano l'evidenza di un giallo che si sta consumando nel museo comunale. «È successo un paio di settimane fa spiegano i custodi, non nascondendo una certa preoccupazione sarà più semplice riparare le cornici, ma per i quadri speriamo bene. Li hanno portati a restaurare». A quanto racconta il personale, chiedendo l'anonimato, sabato 7 ottobre si è staccato dalla parete uno dei grandi pannelli in legno su cui erano affissi i quadri. E, almeno fino al 12 ottobre, le opere, eo i resti del pannello, sono rimaste a terra, sotto la carta bianca. La sala 5 dedicata al "Gioco e divertimento" appare oggi, invece, spoglia e con solo due opere al suo interno. Tre i quadri mancanti: Il gioco del pallone, commissionato a metà del Settecento dalla famiglia Rospigliosi ad Adrien Manglard, Festa con giostra di tori alla Magliana, dipinto nel 1748 da Johan Reder, e una tela raffigurante il Teatro di strada, dove si riconosce la statua del Pasquino addossata al cantonale di Palazzo Orsini, in seguito demolito per la costruzione di Palazzo Braschi. Tuttavia le versioni dei fatti sono contrastanti. Interpellati sull'accaduto, infatti, la Sovrintendenza capitolina e la direzione del museo smentiscono i custodi. «Non è caduto niente, si tratta di normali lavori sottolineano i portavoce della Sovrintendenza Il pannello non era in condizioni ottimali ed è semplicemente stato smontato per un riallestimento della sala. Nulla di grave». Appena il 29 marzo di quest'anno è stato presentato il restyling del museo che ha previsto il generale ripensamento degli spazi attraverso una nuova allocazione delle opere al secondo e terzo piano. Nel 2005 la "Fanciulla di Anzio" rimase lesionata al Colosseo, durante la mostra "Il rito segreto". Nella notte tra il 2 e il 3 agosto, infatti, la statua cadde a terra, subendo danni (l'opera venne poi restaurata nei laboratori della Soprintendneza statale). L'allora soprintendente Angelo Bottini escluse subito la pista vandalica: una piccola tromba d'aria notturna, infilatasi tra i corridoi dell'anfiteatro, aveva provocato il crollo. «Faremo tesoro di questa esperienza per gli allestimenti futuri», dichiarò Bottini.