LA cascina di periferia dove si insegna cosa vuol dire fare agricoltura in città, la valorizzazione degli spazzacamini del terzo millennio, i corsi per sensibilizzare all'utilizzo dei mezzi ecologici, le tecnologie per il wi-fi nelle piazze, gli studi sull'inquinamento acustico, la riqualificazione energetica di edifici pubblici e privati. Sono 14 i macroprogetti che il Comune sta portando avanti grazie alle risorse europee. Spalmati nella loro realizzazione su più anni, ad oggi valgono circa 23 milioni di euro. Fondi che Palazzo Marino riceve direttamente da Bruxelles partecipando ai bandi che l'Unione europea sforna continuamente, ghiotti ma spesso difficili da individuare. Diversamente dai fondi indiretti che arrivano filtrati e distribuiti dal governo o dalla Regione, questi finanziamenti vanno acchiappati direttamente Oltralpe. Come? In piazza Duomo lavora una squadra, l'unità Affari europei coordinata da Marco Mazziotti, che va proprio a caccia di fondi Ue e che soprattutto negli ultimi due anni ha messo il turbo: i progetti aperti e chiusi tra il 2010 e il 2016 hanno portato in città poco meno di 5 milioni di euro, ora siamo quasi a cinque volte tanto. Recentemente, per accentuare il ruolo strategico del team, Sala ha nominato come consulente Michele Pasca Raymondo, capo di gabinetto di Emma Bonino quando era Commissaria europea: a lui spettano le pubbliche relazioni a Bruxelles, mentre sotto i portici della Madonnina si lavora per vincere i bandi. Oggi, per quanto riguarda la programmazione 2014-2020 i dossier aperti vanno dal miglioramento della qualità dell'aria, alla formazione culturale, all'immigrazione. Uno dei progetti più significativi è OpenAgri: l'idea, legata alla riqualificazione della cascina Nosedo a Porto di Mare, è quella di promuovere l'agricoltura cittadina a cavallo tra periferie e parchi agricoli. La struttura ospiterà un Open Innovation Hub finalizzato alla valorizzazione e al ritorno alla vocazione originaria della periferia milanese a Sud del Corvetto. Un altro contenitore su cui Milano sta puntando è Sharing Cities, dove la condivisione di beni e servizi è lo scopo di piccole e grandi realizzazioni: 300 lampioni wi-fi sparsi nelle piazze della città, stalli e punti di ricarica per i veicoli elettrici a cui si aggiunge la riqualificazione energetica di 4.633 metri quadrati di edifici pubblici e 20mila di strutture a proprietà mista. Con Eu Gugle, invece, l'obiettivo è quello di ridurre il consumo energetico, finanziando le cosiddette ristrutturazioni intelligenti. Un consorzio formato da Comune, Amat e Politecnico sta lavorando soprattutto sul Municipio 4, in zona Rogoredo: l'edificio popolare di via Feltrinelli 16, dove vivono 152 famiglie, è la prima struttura di edilizia residenziale pubblica di Milano ad essere dotata di un impianto fotovoltaico per la produzione di energia elettrica, dopo un intervento di bonifica dall'amianto. Entro la fine dell'anno, nell'ambito dello stesso finanziamento, partiranno anche i lavori per gli edifici di via San Bernardo 48 e 50, a due passi da Chiaravalle. Un occhio alla valorizzazione dei beni culturali lo dà invece il progetto Nacca, a cui partecipa il Mudec di via Tortona: al Museo delle culture infatti si studia come formare ricercatori e professionisti nel campo della conservazione delle opere d'arte contemporanee e di materiali etnografici e antropologici. In tema di lotta all'inquinamento c'è Prepair, un piano interregionale cui aderiscono molti comuni delle zone padane, dalla Lombardia all'Emilia Romagna: tra le tante attività svolte si investe sugli spazzacamini del terzo millennio coloro, cioè, che tengono sotto controllo l'utilizzo delle caldaie a legna e sugli incentivi alla mobilità sostenibile, con seminari per consigliare l'uso della bicicletta nel tragitto tra casa e scuola. È sull'immigrazione regolare, poi, uno degli ultimi progetti messi in campo, Mentor: una sperimentazione che punta ad affinare una cooperazione tra Milano e alcune città della Tunisia e del Marocco per progetti di studio, formazione e lavoro temporanei.