Un sostegno di pietra cade da 30 metri. Franceschini: chiarire subito. Si indaga per omicidio colposo Con un brivido che ancora gli corre giù per la schiena, la guida Bernardo Randelli racconta di aver alzato gli occhi e di aver visto quella pietra cadere dal soffitto alto più di trenta metri. «Poi, nel punto esatto dove mi trovavo insieme ad altri turisti pochi minuti prima, ho sentito un rumore sordo e orribile ricorda e subito dopo le urla di una donna. Ho messo al sicuro i turisti e ho visto un uomo a terra, sangue sino ai gradini della seconda e la terza cappella del transetto destro, ad alcuni metri dalla tomba di Rossini. Una signora accanto al corpo piangeva disperata». La signora è la moglie del turista Daniel Testor Schnell, 52 anni, spagnolo, residente a Barcellona. La prima a cercare di soccorrere il marito con il cranio fracassato da un «peduccio» in pietra, una sorta di capitello che serve per aumentare la base di appoggio delle grandi strutture lignee del soffitto. Si è gettata su quel corpo ormai senza vita, altri hanno tentato di rianimarlo inutilmente. È accaduto nel primo pomeriggio di ieri nella basilica di Santa Croce, una delle chiese più belle e rappresentative di Firenze, che custodisce le tombe di Michelangelo, Galilei, Alfieri, Foscolo, Rossini e dove anche Dante, morto in esilio, doveva essere sepolto. In quel momento nella chiesa si trovavano un centinaio di turisti. La tragedia è accaduta senza alcun segnale premonitore. La pietra è caduta quasi verticalmente, un grande proiettile a forma di parallelepipedo di almeno quaranta centimetri per quaranta e del peso di diversi chili, che ha sfiorato la testa di altri turisti spagnoli per poi colpire Daniel. Che cosa abbia provocato quel distacco saranno gli accertamenti dei periti della Procura ad accertarlo. Un'inchiesta è già stata aperta per omicidio colposo e la Procura ha sequestrato l'area dove il turista è stato colpito. Di certo si sa che da sempre i lavori nella basilica sono particolarmente accurati. «Ora bisogna capire come sia accaduto questo fatto drammatico e se ci sono responsabilità sulla manutenzione» commenta da New York il ministro per i Beni Culturali Dario Franceschini. L'arcivescovo di Firenze, il cardinale Giuseppe Betori, esprime «cordoglio e vicinanza» alla moglie e alla famiglia della vittima e assicura la preghiera di tutta la comunità diocesana. «Provo un dispiacere profondo per l'incidente nella Basilica» twitta nel pomeriggio il sindaco di Firenze, Dario Nardella. Non è la prima volta che dai monumenti fiorentini si staccano pietre. Il 4 gennaio del 2012 una marmo di 80 chili crollò dalla statua dell'Abbondanza in piazza della Repubblica sulla cui base solitamente si siedono i turisti, ma quel giorno pioveva e non c'era nessuno. Sempre lo stesso anno, il 13 aprile, alcuni frammenti di marmo si staccarono dal campanile di Giotto e colpirono un'automobile dei vigili urbani.