PISA - «Se il Comune ci avesse ascoltato nel 2015, la questione del palazzo dei Trovatelli forse sarebbe già stata risolta. I bancarellai erano disposti ad acquistarlo come loro sede definitiva per una cifra intorno ai 13 milioni. Adesso vediamo che lo stabile viene svenduto a 10 milioni, ma senza alcuna certezza di vendita». È Gianmarco Boni, presidente del consorzio "Pisa dei Miracoli", che riunisce i bancarellai del Duomo, a tornare sulla messa in vendita dei Trovatelli, che lo stesso consorzio aveva ipotizzato di acquistare nella primavera di due anni fa. «Ci eravamo fatti avanti con una valutazione di 15 milioni di euro per l'acquisto (con possibilità di uno sconto del 10) di questo storico palazzo - spiega ancora Boni -, individuandolo come sede finalmente definitiva delle nostre attività. La cifra da sborsare era alta e quindi prevedeva un impegno delle banche nei nostri confronti. Da qui la necessità per noi operatori di rientrare in Piazza dei Miracoli per raddrizzare i bilanci delle attività che in piazza Manin avevano avuto un tracollo. La nostra disponibilità all'acquisto era perciò subordinata ad un accordo con Palazzo Gambacorti. Nel momento in cui il Comune avrebbe annunciato di voler firmare la delibera per il rientro temporaneo in Piazza dei Miracoli, i bancarellai avrebbero sottoscritto la proposta di acquisto dei Trovatelli. E insieme anche l'impegno ad una permanenza nella piazza solo per il tempo necessario ai lavori di recupero dell'edificio, tutto nero su bianco. Le banche - insiste il presidente del consorzio dei bancarellai - avrebbero avuto le garanzie dei nostri fatturati di Piazza dei Miracoli, fatturati di una attività normale e non certo da fame come quelli in piazza Manin». Ma adesso che la cifra per l'acquisto è più bassa, i bancarellai possono tornare all'attacco? «Penso proprio di no - conclude Boni -. Sono passati due anni da quella proposta e le nostre condizioni economiche adesso sono davvero difficili. Poi, non ci pare che da Palazzo Gambacorti arrivino segnali di dialogo. Così come non erano arrivati nel 2015».Fin qui la posizione dei bancarellai. Ma allora quale potrebbe essere il futuro dei Trovatelli ad di là del costo per il suo acquisto? Difficile dirlo, anche perché nel frattempo sono arrivate le nuove prescrizioni imposte per l'area monumentale dal decreto del ministro Franceschini. E in particolare quelle del Comitato interistituzionale per il decoro, frutto del protocollo tra Comune di Pisa, Regione e Sovrintendenza. Comitato che, chiamato a decidere la compatibilità o meno di attività commerciali su aree pubbliche nella zona del Duomo, sembrerebbe aver individuato una serie di aree, ma anche di immobili, non idonei ad ospitare attività commerciali. Tra gli immobili "tutelati" ci sarebbero i Trovatelli. Questo potrebbe lasciar pensare a vincoli ancora più stretti per i potenziali acquirenti, a cominciare proprio dalla destinazione commerciale. Il vincolo potrebbe salvare i locali, ma forse non gli spazi esterni, come ad esempio lo splendido giardino interno o quelli che si affacciano su Piazza dei Miracoli.