IL CASO NO ALLA DEMOLIZIONE DEL GIOIELLO ANNI CINQUANTA A POCHI PASSI DA COPPEDÈ CONTRO l'abbattimento di un palazzo degli anni Cinquanta al numero 3 di via Ticino, a poche passi dal quartiere Coppedè, il capolavoro del liberty romano, scende in campo Italia Nostra. Il presidente, Oreste Rutigliano, ha inviato una lettera al Mibact, e alla Soprintendenza Speciale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Roma per chiedere che venga immediatamente bloccato l'abbattimento da parte di una società, la NS costruzioni, che ha acquistato da una congregazione di suore e che vorrebbe costruirvi una moderna palazzina di abitazioni, sette appartamenti, 15 box auto e sette cantine (come documentato da Repubblica lo corso 22 settembre). «L'edificio scrive Italia Nostra presenta elementi di decoro e riferimenti formali all'architettura degli anni '30 del secolo scorso. Nel nuovo piano regolatore del 2008 il luogo ricade nei Tessuti di espansione otto-novecentesca della città storica. La demolizione di imminente esecuzione, avrà l'effetto di alterare irreversibilmente la visione e la percezione unitaria e di insieme del contesto nel quale è collocato, contesto di indiscutibile pregio storico e architettonico». E per questi motivi Italia Nostra «chiede al Mibact di svolgere ogni azione utile al fine di assicurare la piena e più opportuna tutela al bene immobile in questione e salvaguardare il contesto storico e architettonico nel quale è inserito, di accertare la sussistenza dell'interesse storico-architettonico dell'edificio che dovrebbe essere abbattuto e di sospendere, sino alla conclusione di questi accertamenti, la demolizione». Via Ticino 3 com'è e come sarà (pa. boc.)