IL parco dell'Appia Antica ha finalmente un piano d'assetto, una specie di piano regolatore che fissa regole certe su cosa si può fare o non fare in ogni ambito dei 3.700 ettari del territorio protetto. La giunta regionale lo ha approvato ieri mattina. L'ultimo passaggio sarà il via libera della Pisana. «Ci sono voluti 15 anni. Il piano era pronto dal 2002 - racconta il commissario del parco Mario Tozzi - Ora abbiamo uno strumento urbanistico sovraordinato a tutti gli altri, che ci permetterà di realizzare questioni troppo a lungo rimaste in sospeso». «Quello compiuto oggi è un passo decisivo sulla strada della legalità e della trasparenza - commenta il presidente della Regione Nicola Zingaretti - Attraverso la tutela dell'ambiente incentiviamo anche nuove opportunità di sviluppo turistico e sostenibile ». Il primo obiettivo su cui punta il piano d'assetto è il trasferimento di tutte le attività incompatibili con il parco, come gli sfasciacarrozze e i rivenditori di auto. «Il Comune deve accelerare l'iter di delocalizzazione con l'individuazione certa delle aree - spiega Tozzi - In questo modo potremo riqualificare 51 ettari di territorio degradato». Le norme certe del piano d'assetto permetteranno di intervenire con più fermezza contro lo scempio degli abusi edilizi. «Pratiche rimaste in sospeso potranno essere finalmente chiuse - conferma Tozzi -Si potranno rimandare al mittente tutte le richieste di sanatoria avanzate nel 1985 e nel 1994 e procedere rapidamente per quelle del condono del 2003». Altri nodi da sciogliere: l'apertura al pubblico delle aree private, che costituiscono complessivamente il 70 del parco. L'ente potrà istituire accordi con i proprietari per l'istituzione di servitù di passaggio e procedere poi alla realizzazione di sentieri per camminatori e ciclisti. E visto che il parco oltre che protetto va anche valorizzato, il piano d'assetto intende incentivare le attività agricole tradizionali promuovendo le produzioni biologiche, proponendole sul mercato con il marchio dell'Appia Antica. Rilancio dell'agricoltura che passerà anche attraverso il recupero di antichi casali per realizzare strutture ricettive leggere, come punti sosta e ristoro. Fondamentale anche affrontare il nodo della mobilità sostenibile. «La stazione di Torricola, davanti alla Villa dei Quintili, dista appena sette minuti da Termini, dal cuore di Roma. Per questo bisogna riattivarla e sfruttarla al meglio, così come Capannelle e Santa Maria delle Mole», aggiunge il commissario Tozzi. Ora bisognerà vedere come conviveranno i due parchi dell'Appia Antica, quello regionale e quello archeologico istituito dalla riforma Franceschini.