IL vaporetto, in secca da tre mesi, poggia con la fiancata destra contro un pilone del molo di Bracciano. L'hanno assicurato con delle funi per evitare di vederlo inghiottire dalla melma. «Da maggio a settembre trasportavamo 200 persone al giorno, sette giorni a settimana », ricorda sconsolato Renato Cozzella, il presidente del Consorzio di navigazione del lago, l'ente controllato al 70 dalla Città metropolitana e per il restante 30 dai tre comuni del circondario: Trevignano, Anguillara e appunto Bracciano. «Quest'estate - aggiunge Cozzella - abbiamo perso 90mila euro». Il gigante di lamiera, che un tempo sfidava le onde gonfiate dalla tramontana, sembra assistere quasi con indolenza al declino inesorabile del suo ambiente naturale. Sotto la prua c'è la sabbia. Dietro la poppa, ancora metri di sassi. Il lago continua a calare: il livello dell'acqua è sceso di 1.89 metri. E adesso, dopo il flop della stagione estiva, è iniziata la conta dei danni. Il paesaggio brullo ha respinto i turisti, «meno 60 di presenze nella stagione estiva » evidenzia Giovanni Smarchi, il presidente la Pro loco di Anguillara. In compenso il calo delle acque ha richiamato «i predoni del lago». Tombaroli amatoriali che depredano i siti archeologici un tempo sommersi e oggi e incustoditi. Il più pregiato è la villa del I secolo a. C. nella frazione Vicarello, a pochi chilometri da Trevignano. Il ritirarsi dell'acqua ha restituito alla vista di tutti una dimora di due piani che si affacciava sull'antica via in basolato. Gli archeologi dell'università di Siena hanno ricostruito che fu sommersa intorno al 63 d.C. «Oggi ci sono arrivate decine di segnalazioni di furto - ammette la sindaca M5s di Anguillara, Sabrina Anselmo - la gente arriva con le buste di plastica e porta via quello che vuole. È in allarme anche il ministero dei Beni culturali. Noi sindaci ci stiamo battendo per la difesa del territorio, ma Raggi non l'abbiamo mai incontrata». Si attende da settimane «l'esito dell'indagine condotta tra luglio e agosto dall'Istituto superiore per la ricerca ambientale (Ispra) - fa notare il deputato dem Emiliano Minnucci - vanno fermate immediatamente le captazioni di Acea e installato un contatore pubblico in prossimità delle idrovore Acea ad Anguillara Sabazia». Perché il territorio sta scontando oggi le conseguenze degli eccessi del passato. Alessandro Mecali, un geologo 40enne concentrato da 15 anni sullo studio dell'ecosistema lacustre ha ricostruito l'andamento delle captazioni negli ultimi 19 anni. «Nel 1998 l'Acea prelevò 1.4 milioni di metri cubi d'acqua - esclama - nel 2016 ben 35 milioni, l'anno scorso 32milioni. Vi rendete conto che incremento? Ecco come si è arrivati alla crisi idrica di oggi». Ne conseguono i problemi di strutturali alla passeggiata lungo lago a Trevignano. «Viale Garibaldi poggia solo esternamente sui piloni - spiega il vicesindaco, Luca Galloni - sotto è vuoto era la pressione dell'acqua a garantirne la stabilità. Adesso i sampietrini sprofondano in continuazione». A picco come l'industria della pesca e il morale di Temistocle Catarci, che di questo vive da 54 anni. «Faccio il pescatore, come mio padre e mio nonno - sospira - ma adesso è difficile: il luccio, il persico sole e i pesci che si alimentano sotto riva, non si prendono più».