«LA giunta regionale ha approvato a marzo una delibera per realizzare a Genova il Museo nazionale dell'Emigrazione »: l'assessora regionale alla Cultura, Ilaria Cavo, chiarisce il destino, che sembrava vacillare, della nuova istituzione museale nazionale che il ministero dei Beni culturali, con il ministero degli Esteri, ha deciso di incastonare a Genova, nel Museo del Mare, al Porto Antico. La polemica, innescata ieri dal consigliere regionale Pd, Pippo Rossetti, non si placa perché a chiedere conto dei tempi troppo lunghi nell'avvio del Museo nazionale dell'Emigrazione è stato anche lo stesso Comune, guidato dal sindaco di centrodestra Marco Bucci: «Proprio la settimana scorsa ha dato l'ok a un ordine del giorno - ricorda Rossetti - che nelle premesse ribadiva di attendere ancora il posizionamento della Regione». MENTRE l'assessora regionale alla Cultura Ilaria Cavo sparecchia il campo e ribadisce la volontà della Regione di portare a mèta la realizzazione a Genova del Museo italiano per l'Emigrazione, Rossetti punzecchia: «Bucci ha accolto, in Comune, il primo punto dell'ordine del giorno , in cui il Comune ribadisce la propria volontà politica a realizzare il Museo. E ha avallato la richiesta alla Regione di prendere una posizione sul Museo». Il Comune, peraltro si trova a dover dirimere anche la questione degli spazi espositivi: un vecchio contenzioso tra la Porto Antico spa e il consorzio Vecchia Darsena deve essere sciolto per avere la disponibilità dell'edificio Metelino, accanto al Galata (che già ospita il Museo del Mare) dove si svilupperebbe il nuovo Museo nazionale dell'Emigrazione. «Prendo atto delle dichiarazioni dell'assessora Cavo - dice Rossetti - ma la delibera è stata fatta a marzo, noi stiamo chiedendo ora, sette mesi dopo, che venga presa una posizione forte e netta e che si proceda alla realizzazione dell'opera: con le delibere non si costruiscono nuove istituzioni culturali, servono le firme, i progetti, i cronoprogrammi per la realizzazione: non c'è nulla di tutto questo». E aggiunge: «La nostra preoccupazione è che si perdano i finanziamenti che già erano stati destinati alla realizzazione del Mei, cinque milioni di fondi pubblici e, per ora, 300.000 euro di fondi privati, della Compagnia di San Paolo, che li ha già bloccati». L'assessora alla Cultura Cavo non ci sta: «La congettura di Rossetti è falsa - attacca non c'è alcun rischio di perdere i finanziamenti, così come non c'è alcun ritardo da parte della Regione Liguria. Con la delibera che abbiamo approvato a marzo ci siamo impegnati a firmare l'accordo di valorizzazione, per cui il presidente Giovanni Toti, che ha la delega della giunta per la firma digitale, può, con un clic, non appena il Ministero per i Beni culturali lo chiederà, sottoscrivere il documento. Non possiamo firmare, certo, finché il Mibact non ci sottoporrà il documento». Insomma la Regione spinge via le illazioni politiche, sollevate dal Pd, che vedrebbero la maggioranza in Regione fredda sulla realizzazione del Museo dell'Emigrazione. L'assessora Cavo poi chiarisce che il contatto e il continuo dialogo tra Regione Liguria e Mibact non solo sta costruendo la strada alla realizzazione del Mei, ma pure della Casa dei Cantautori che aprirà nel complesso di San Giuliano, in Corso Italia. Cavo invita Rossetti a ritirare la mozione: «Il Museo si farà - detta - così come andranno in porto tutti i progetti con il Mibact, spero che Rossetti ritiri la mozione per non far perdere tempo al consiglio regionale, altrimenti spiegheremo tutti i passaggi che la Regione ha compiuto, muovendosi per prima ». Rossetti, che è pure vicepresidente del consiglio regionale, ieri ha partecipato a Genova al corteo storico dei chiostri del tempo di Colombo, intervenendo sul tema dei migranti: «Le migrazioni fanno parte della nostra storia e molto spesso sono provocate da guerre, miseria e carestie. Non dobbiamo dimenticarlo ». E, rivolgendosi alla Regione: «Se è vero, come spero, che la Regione abbia a cuore la piena realizzazione di questa istituzione, allora mi aspetto che lavori senza pause d'arresto e invito il presidente Toti a trovare una sede al Mei, aiutando il Comune a risolvere il contenzioso».