UNA vista mozzafiato, sull'arena dei giochi gladiatori e sulla città eterna. Perfino sui poveri muri di contenimento spuntati fuori adesso dai lavori della metro C su via dei Fori imperiali «e che appartengono forse ad edifici d'età Flavia costruiti a ridosso della Velia: muri rasati dalle benne quando nel 1933 la collina fu abbattuta per dare spazio alla via dell'impero», spiegano gli archeologi. È quanto il Parco archeologico del Colosseo, la nuova entità statale che gestisce il monumento simbolo e bancomat di Roma, ha regalato ai visitatori più fortunati dell'anfiteatro Flavio. Ossia agli eletti che dal primo novembre avranno prenotato (allo 06 39967700) la visita guidata al quarto e quinto livello del gigante di travertino e marmo. Venticinque alla volta, e per 75 minuti di tour in italiano, inglese o spagnolo, gli spettatori potranno accedere al settore della plebe. Vivranno l'emozione delle lotte tra fiere e guerrieri dagli scranni degli ultimi, il popolino per le cui terga gli imperatori Flavi, e i loro successori, avevano progettato sedili in legno, laddove al primo settore, destinato all'imperatore e ai senatori, le sedute erano di marmo e morbidi cuscini. Suppellettili e sedili non ci sono più, perché di marmo pregiato o perché si trattava di deperibili supporti lignei. E l'ascesa all'ultimo settore destinato agli ultimi è faticosa, dal momento che l'alzata degli scalini è maggiore di quelli che portavo alla tribuna dei cittadini, mercanti e "borghesi". Ma lo sforzo ginnico è ripagato dal belvedere sui sotterranei (che il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini ha promesso di coprire presto con l'arena in legno dal costo di 18 milioni, tre dei quali già erogati) e dallo sguardo che va oltre le murature sbreccate dell'emiciclo simbolo di Roma, e si posa sui pini monumentali oltre i quali parte la via Appia, l'altro Parco disegnato, ma ancora senza sede né fondi, né personale, dalla riforma del Mibact. «Il Parco del Colosseo non distaccherà l'area archeologica da Roma», ma «la valorizzerà fino in fondo», ha ribadito ieri il ministro, forte del giudizio dei giudici amministrativi ai ricorsi presentati dalla giunta grillina in Campidoglio. Franceschini accompagnato dall'architetto Federica Galloni, direttore generale e pro tempore del Parco del Colosseo, in attesa che sia espletato il concorso per la guida del sito (entro la fine dell'anno si saprà chi ha vinto tra i 75 pretendenti) ha voluto ieri mattina partecipare all'annuncio ufficiale delle visite guidate ai piani alti dell'arena. Assente il soprintendente Francesco Prosperetti, che ha lasciato a luglio il Colosseo e che aveva immaginato di inaugurare lui stesso il nuovo tour dentro il monumento, è stata la direttrice "storica" del monumento, Rossella Rea, a spiegare il nuovo percorso che porta in cima e che passa per l'unica galleria superstite nella sua interezza. È un semplice spazio di collegamento tra secondo e terzo settore, ma non era mai stato visibile prima «e svela intonaci bianchi riportati alla luce dai restauri », costati un milione e 418mila euro, «ma anche tracce di vernice rossa distesa dai cavatori di travertino» nel Medioevo. Rea ha ricordato che «a breve inizieranno i restauri dei sotterranei: la gara è stata aggiudicata e il contratto è in via di stipula». I lavori «dureranno almeno un anno e mezzo ha precisato e sono divisi in due lotti: uno nell'ambito del progetto Tod's (lo sponsor Della Valle che ha versato 25milioni per interventi in tre fasi, ndr), l'altro del progetto per il piano dell'arena finanziato dal ministero stesso». Entusiasta Franceschini: «Con la ricostruzione dell'arena (l'idea è dell'archeologo Daniele Manacorda, ndr) si capirà davvero cosa volesse dire vedere uno spettacolo al Colosseo». L'arena in legno esisteva sin dall'antichità, sopra il doppio ordine di sotterranei attrezzati. «Sì precisa Rea vi si saliva tramite montacarichi. Comunque precisa nelle stagioni in cui non si tenevano gli spettacoli il piano di legno veniva smontato». Sarà smontabile anche quello di Manacorda?