LA CULTURA dimezzata. È un quadro desolante quello che emerge attraverso i numeri dei vuoti in organico del personale nei castelli, parchi archeologici e musei statali in Puglia. Talmente elevati da mettere in discussione la possibile fruizione del patrimonio artistico e culturale disseminato per la regione. Esemplare, tanto per cominciare, è il caso del castello di Copertino che ha appena tre addetti per i servizi di vigilanza, tutela e accoglienza al pubblico. Talmente pochi rispetto alle necessità di un castello così grande, ma pochi sarebbero stati anche per un piccolissimo museo di qualche stanza, che il maestoso gioiello architettonico e storico di Copertino è chiuso nei giorni festivi e aperto, negli altri, appena mezza giornata, dalle 8 alle 14, con buona pace del turismo che prende d'assalto il Salento. «E beninteso - lamenta Matteo Scagliarini, coordinatore regionale per la Cgil dei lavoratori del ministero per i Beni culturali - si fanno pure i salti mortali per assicurare quella mezza giornata di apertura: per essere a regime, infatti, il castello di Copertino dovrebbe avere almeno 15 unità di personale». Vanno peggio, se possibile, le cose nel parco archeologico di Canne della Battaglia che, a fronte di appena 3 addetti contro i 10 che servirebbero per un'area così vasta insieme poi con l'Antiquarium, riesce ultimamente a essere aperto solo dal giovedì alla domenica. Per non parlare del museo archeologico Jatta di Ruvo Di Puglia, dove gli assistenti alla fruizione sono appena 2 e si compiono miracoli per garantire l'apertura al mattino (e il giovedì e il sabato anche di pomeriggio). Solo da poco, d'altra parte, al Marta, il museo archeologico di Taranto la direttrice Eva Degli'Innocenti è riuscita a superare il problema della visita contingentata con l'apertura a piani alternati, fonte di non pochi disagi per turisti e visitatori. «Drammatica invece è la situazione del castello di Gioia del Colle, al cui interno - denuncia ancora Scagliarini della Cgil - c'è anche un allestimento museale di tutto rispetto: sono appena 5 le unità di personale disponibili, il che vuol dire aprire al pubblico non certo in condizioni ottimali per la sicurezza senza contare i problemi rispetto a permessi e ferie». Come a dire che le criticità emerse al castello normanno svevo di Bari con l'apertura ieri del nuovo livello espositivo non sono che la punta di un iceberg. Ne sanno qualcosa a Siponto, dove i 4 addetti a vegliare sulla basilica impreziosita dall'installazione di Edoardo Tresoldi fanno i salti mortali per garantire l'apertura. La situazione dei siti culturali sta per esplodere, allora? «Si sta trascinando e, per quanto il ministero stia prestando attenzione, questo è vero riconosce Scagliarini - si applicano soluzioni tampone coprendo ora un'emergenza in un luogo ora in un altro. Si navigherà a vista, insomma, finché non si attiveranno le procedure per nuovi concorsi ». Ma il problema, riflette Eugenia Vantaggiato, segretario regionale del Mibact al quale da ieri è stata affidata una delega temporanea per il Polo museale della Puglia, il cui posto di direttore è vuoto da venerdì scorso a causa del pensionamento dell'ex direttore Fabrizio Vona, non riguarda solo il personale di custodia. «A livello ministeriale finalmente è stato posto il problema degli organici e sono ottimista sulle procedure in campo. Siamo in una fase di completamento della mobilità volontaria e nel contempo vengono banditi concorsi a più livelli, perché i beni culturali non hanno bisogno soltanto di vigianza ma di professionalità tecniche come quelle degli archeologi e storici dell'arte».