LE IDEE L'ARCHEOLOGO VOLPE SUI BENI ARCHEOLOGICI PART TIME: COINVOLGERE PUBBLICO E PRIVATO QUANTI sono i casi, anche in Puglia, di musei inaugurati e chiusi o aperti per poche ore già nei giorni successivi, privi di una direzione scientifica e di personale o affidati solo a volontari? L'elenco di situazioni che usando un eufemismo definiamo insoddisfacenti è lungo e penoso, e quindi lo evitiamo. Il numero di musei e parchi dotati di servizi appena adeguati che vadano oltre un'apertura regolare e qualche visita guidata si contano sulle dita di una mano. E non è solo una questione di scarsezza di custodi. È la gestione a rappresentare la vera emergenza. Senza una gestione adeguata anche la tutela è condannata al fallimento. ll MiBact con la sua riforma sta avviando, ancora tra mille problemi, un nuovo percorso e i risultati al museo archeologico di Taranto già si vedono. Il vero problema però riguarda i numerosi musei e siti statali, civici, diocesani, privati che rappresentano la peculiarità del patrimonio pugliese e italiano. Il Polo Museale sta facendo grandi sforzi, ma serve un maggiore impegno per dar vita a un vero sistema museale regionale, con standard di qualità, professionalità, orari, servizi, card, attività di promozione e di gestione omogenei. Bisogna sperimentare nuove forme di gestione, mettendo in campo tutte le energie presenti, professionisti, società, fondazioni, associazioni, usando la formula migliore a seconda dei casi. Con lo Stato e la Regione a garantire la regia, dare indirizzi, fissare regole chiare e trasparenti, valutare la qualità culturale e la sostenibilità dei progetti. Un rapporto più integrato tra MiBact e Università e mondo della scuola, con il supporto di Regione ed enti locali, potrebbe garantire servizi migliori agli utenti, oltre a fornire occasioni di formazione e, perché no, di lavoro a tanti giovani studenti, specializzandi, dottorandi. E anche su questo il MiBact e il Miur stanno lavorando di concerto, con una specifica commissione. La Puglia potrebbe candidarsi a una sperimentazione dei cosiddetti "policlinici del patrimonio culturale". Intanto, tornando al caso di Faragola, si sta cercando, con il concorso di tutte le istituzioni e anche delle associazioni e dei cittadini, di reagire. È appena giunta da Cordoba la notizia del Premio Sisifo assegnato a Faragola. Non potrebbe esserci denominazione migliore: come Sisifo si ricominciano daccapo le fatiche, con la speranza che non si debba essere condannati a ripartire sempre da zero.