DAL Corpo forestale dello Stato al primo piano del castello svevo di Bari, da restituire quanto prima alla città. «Solo dopo una specifica formazione per diventare non solo custodi ma anche assistenti museali », assicurano dal Mibact. Sarà affidata a otto ex forestali l'apertura al pubblico del piano nobile della fortezza di Bari vecchia, ieri inaugurato dal ministro dei Beni e delle attività culturali. «Apriamo domani», annuncia all'ingresso del castello Dario Franceschini, pronto a scongiurare le proteste dei sindacati che negli scorsi giorni avevano denunciato la carenza di personale e il rischio di chiusura dopo il taglio del nastro. Come fare ad accogliere subito turisti e curiosi, lo spiega Eugenia Vantaggiato, direttrice del Segretariato regionale dei beni culturali e da ieri anche direttrice del Polo museale della Puglia. «Metteremo subito a disposizione sette o otto unità che attualmente lavorano negli uffici di Bari, ex forestali affidati al Mibact invece che, come altri loro colleghi, ai Carabinieri anticipa Nei prossimi dieci giorni saranno formati per rendere fruibili le visite e non essere semplici custodi». Nel frattempo il tour al primo piano sarà disponibile in orari precisi, e meglio se dietro prenotazione. Il sindaco Antonio Decaro lo chiama «il gigante di pietra silenzioso ». Da ieri il castello svevo recupera tutta la sua voce, per parlare ai baresi una lingua nuova. È quella delle quattro sale del primo piano, completamente rinnovate, grazie a 4 milioni di euro di fondi Poin 20072013. Decaro e Franceschini si fermano ad ammirare la spilla appartenuta alla regina Bona Sforza e custodita nei secoli nella cassaforte del castello, ora in mostra nella Sala dei tesori. Il tour attraversa la Sala degli erratici lapidei con i due capitelli recuperati durante gli scavi dell'ala nord, e la Sala delle ceramiche, che raccoglie i reperti trovati nel "butto" della fortezza. «Ringrazio per il laborioso impegno la Soprintendenza e il ministero fa gli onori di casa Decaro e con la collaborazione della Regione riapriremo altri contenitori culturali, come la parte superiore del museo di Santa Scolastica, il Piccinni, il teatro Margherita e l'ex Mercato del pesce». Prima dell'inaugurazione, Franceschini incontra la Sovrintendenza e i rappresentanti regionali del Mibact per definire la questione personale. Troppo poche le 11 unità di assistenti alle visite attualmente in servizio al castello per garantire l'apertura del primo piano. «Domani (oggi per chi legge, ndr) faremo un summit per elaborare un programma garantisce Eugenia Vantaggiato e comunicare entro un paio di giorni quanto deciso agli utenti». In pista resta l'ipotesi "Marta" di Taranto: aprire a orari alternati i piani, come fatto per mesi dal museo archeologico ionico. Altra ipotesi è procedere con visite in fasce precise, magari su richiesta o prenotazione. «Si tratta di una soluzione temporanea, solo per i primi dieci giorni assicura la direttrice il tempo necessario a formare gli ex forestali, cui speriamo prima possibile di affiancare altre 4 unità».